Capire se il vino è buono o è arrivato al capolinea non è un’impresa impossibile. Leggi come fare per non sbagliare al fatidico momento dell’assaggio.

Per capire se un vino è buono, rosso o bianco che sia, è fondamentale dividere l’assaggio in 3 piccole fasi, partendo prima di tutto dall’esame visivo. Se un vino bianco alla vista appare di un giallo spento vuol dire che è passato il momento ottimale di consumo. Chiaramente il discorso cambia se il vino è passito o moscato. In tal caso il colore dorato o ambrato è tipico. Da un vino bianco, oltre alla limpidezza, ci si aspetta anche doti di freschezza e sentori fruttati.

Attenzione al colore anche per i rossi. Nei vini giovani il colore è generalmente rubino per 1-2 anni, poi tenderà al granato e infine al marsalato (tendente al marrone), ma quest’ultimoc non è un buon segno. Il più delle volte significa che il vino andava consumato prima e che non è più buono. Anche l’analisi olfattiva è essenziale per capire se il vino è buono o è andato a male. Prova a ispirare i profumi e gli aromi provenienti dal vino, agitando il bicchiere con movimento circolare (una sola volta!). Se il vino è buono ci sarà sicuramente una nota che distinguerai rispetto alle altre. Potrebbe accadere, soprattutto con un vino molto strutturato, di avere la sensazione che sia andato. In questo caso basta metterlo in un decanter per farlo ossigenare e sarà tutta un’altra storia!

Per riconoscere se ti trovi davanti a un buon Spumante, le regole sono le stesse: se il colore tende all’ambra e le bollicine sono poche e discontinue significa che il prodotto è andato.

In linea generale si può dire che quando si ritrova la nota iniziale (percepita durante l’analisi olfattiva) anche al palato, si è di fronte a un vino di buona qualità e con una sua identità.