Caratteristico e dalle decise proprietà organolettiche, il Chianti Docg Petriolo Riserva è il vino protagonista della degustazione di questa settimana. Simbolo della Toscana enologica e fra i vini più conosciuti al mondo, il Chianti a Denominazione d’origine controllata e garantita assume l’appellativo Riserva quando è sottoposto ad un invecchiamento di almeno due anni.

Il Petriolo è prodotto a Rignano sull’Arno, in provincia di Firenze, territorio che assieme ad altre determinate zone della Toscana è la culla del Chianti. I vigneti dell’azienda sono situati a circa 300 metri sul livello del mare, su terreni di tipo argilloso-calcareo di buon scheletro. Le viti (4-5.000 per ettaro) hanno un’età compresa fra i 5 ed i 25 anni e producono i vitigni Sangiovese, utilizzato per il 90% nella produzione del vino in oggetto, oltre che Merlot e Cabernet Sauvignon, impiegati rispettivamente per il 5% ciascuno.

Dopo la vendemmia, le uve sono messe a fermentare a temperatura controllata per un massimo di 18 giorni. Una volta che il vino è stato separato dalle vinacce, viene aggiunta uva appassita (una pratica chiamata “Governo all’uso toscano”) per permettere una seconda fermentazione, che durerà un mese. In seguito il Petriolo è messo a maturare per almeno sei mesi in botte grande, quindi per ulteriori due mesi in barrique.

Dopo un ulteriore affinamento in bottiglia, il Chianti Docg Petriolo Riserva è pronto per essere messo in vendita. “Siamo l’unica azienda italiana a prendere parte, in collaborazione con il laboratorio chimico di Firenze e con cantine molto importanti a livello europeo, al progetto di ricerca europeo Innoyeast”, dichiarano Matteo Sorelli e Massimiliano Burini, i due giovani responsabili di Fattoria Petriolo, “che ha il fine di sviluppare dalle nostre uve dei lieviti autoctoni e unici. In altre parole, un lievito dal Chianti per il Chianti, capace di esaltare le caratteristiche dei nostri vini. Con questa volontà nasce anche progetto “Chianti che sorride”, un’iniziativa nata prima per abbinare il nostro Chianti ad un sorriso, e adesso per la donazione di una parte del ricavato delle vendite a Soccorso Clown Onlus.”

Scopriamo ora cosa c’è dentro un bicchiere di Chianti Riserva Docg Petriolo. Stappiamo la bottiglia un paio d’ore prima di versare il vino in calici di tipo Bordeaux, alla temperatura di servizio di 18° C. Noteremo un colore rosso rubino tendente al granato, con riflessi violacei ed aranciati, ed archetti all’interno della parete del bicchiere che denotano una buona densità (l’annata presa in considerazione è il 2013).

Avvicinando il calice al naso, dopo averlo fatto oscillare, percepiremo dapprima sentori floreali, come viola e foglia di pomodoro, quindi aromi fruttati tra i quali frutta sotto spirito, ciliegia, mora e frutti di bosco, infine note speziate, animali (cuoio) ed eteree. Assaggiamo il Petriolo e scopriremo un vino asciutto, corposo, dalla buona struttura, equilibrato; il tannino è dolce e presente, ma non aggressivo, il finale lungo e persistente con un lieve retrogusto di frutta e vaniglia.

Possiamo abbinare il nostro Chianti Docg Petriolo Riserva ad antipasti saporiti, primi piatti sostanziosi al ragù o a base di carne, oltre che carni rosse alla brace, maiale e coniglio porchettato, cacciagione e selvaggina. Il vino si presta ad un medio invecchiamento in cantina. Alla salute!