Continua il nostro viaggio alla scoperta delle Cantine Italiane e oggi, incontriamo Stefano Bellotti di Cantina degli Ulivi. Nato ad Aqui Terme, anche se di famiglia genovese, aveva soltanto 17 anni quando fece la sua prima vendemmia. Seppur giovanissimo, decise allora di riprendere in mano la piccola azienda di famiglia e che quella sarebbe stata la sua vita.

Fin da bambino, Stefano ha sempre avuto un’attrazione per le colline, per le vigne, per il mondo rurale. Come ci racconta: “Sono nato ad Acqui Terme. Poi nel 1972 la famiglia si è trasferita a Genova. Per me fu un trauma perché ero abituato a vivere in una piccola città circondata dalla campagna e in una grande città non mi sentivo molto a mio agio. Quindi mi è sempre rimasta questa voglia di campagna. Ad un certo punto nel 1975, visto che la Cascina degli Ulivi non era gestita e non c’era più nessuno fisso e mio padre si preoccupava di mandarla avanti come poteva, ho deciso di trasferirmi e di vivere qui. Ho iniziato con il mio piccolo ettaro di vigna, facendo un po’ di tutto. Coltivavo un po’ di grano e mi ero messo a coltivare ortaggi, per arrotondare. La cinghia era un po’ stretta. Per quanto riguarda il vino, ho avuto la fortuna di incrociare gli ultimi contadini, quelli ancestrali, diciamo, eredi di saperi antichissimi e depositari di pratiche ancestrali. Mi hanno insegnato cose che non avrei potuto apprendere mai più. Questa eredità la reputo dei miei capitali”.

Stefano Bellotti, con la sua Cascina degli Ulivi, porta avanti, si può dire da sempre, la scelta di produrre vino biologico, cioè senza solfiti aggiunti, grazie anche alla sua formazione ecologista. All’epoca, quando ha iniziato, non si parlava ancora di biologico e lungo il percorso ha incontrato molti detrattori di questo metodo, ma il tempo gli ha dato ragione, confermando la bontà della sua scelta.

A proposito di uno dei suoi vini più famosi, il Filagnotti, Stefano dice che: “Riesce ad essere allo stesso tempo setoso e sapidissimo, elegante e opulento; un vino bianco che si caratterizza per il contrasto tra la sua finezza e la sua grassezza, capace di trovare equilibrio tra concetti opposti”. Del resto è un signor vino, adatto persino a un lungo invecchiamento di 15-20 anni, una rarità per un bianco. Ma se finisse su un’isola deserta non ha dubbi, sceglierebbe di portare con sé il Lambrusco Maestre, che reputa l’archetipo del vino.

Ringrazio la Cascina degli Ulivi per questa piacevole chiacchierata e vi lascio le parole di Stefano Bellotti: “Il contadino, per me, è la persona più libera che ci sia, perché vive all’aria aperta e ha a che fare con le piante, con il cielo, con le piogge, con la neve. Quale uomo può sentirsi più libero di un contadino?”.

Ph: Ilaria Bellotti