Prima di parlare dell’abbinamento vino e colomba, è il caso di fare un piccolo e doveroso excursus sulla genesi di questo dolce tipico della tradizione italiana… lo sapevi che è statO inventato a Milano da Motta nei primi del Novecento?

Bene, L’azienda, per sfruttare gli stessi macchinari e lo stesso impasto del panettone, ebbe l’idea geniale di creare un altro tipo di dolce molto simile, ma destinato al periodo pasquale. Quando poi commissionò la realizzazione di un manifesto pubblicitario, l’artista incaricato suggerì di fare un dolce a forma di colomba, che come sapete è il simbolo della pace (secondo la Bibbia fu una colomba, con un ramoscello d’ulivo nel becco, a tornare da Noè dopo il diluvio universale).

Da quel giorno la colomba è entrata a far parte della nostra tradizione, ma quale vino abbinare? Se stai pensando al Prosecco o allo Spumante secco, cancella tutto. Con un dolce va abbinato TASSATIVAMENTE un vino dolce e non un vino secco, come insegna il principio della concordanza.

La colomba è un dolce a pasta lievitata, non eccessivamente zuccherino, caratterizzato da una certa aromaticità (per via dei canditi e delle mandorle) e grassezza data dalla presenza del burro. Si accorda molto bene, perciò, ai vini che richiamano le stesse sensazioni al naso e in bocca. Il Moscato Fiori d’Arancio è l’abbinamento perfetto in assoluto, anche nella versione passito. Prodotto sui colli Euganei, ha un intenso profumo di zagara e un sapore dolce e morbido.

In alternativa, puoi abbinare il Moscato d’Asti, che è molto fruttato, lievemente dolce e aromatico o il Recioto di Soave, un vino bianco passito veneto, dal profumo fruttato e dal retrogusto vanigliato. Anche il Moscato di Pantelleria può riservare qualche sorpresa… nonostante la sua sfrontata dolcezza, infatti, ha un buon grado di acidità, che rende valido l’abbinamento con la colomba pasquale.