venerdì, Marzo 1, 2024
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Antonino Cannavacciuolo multato per assenza in tribunale: battaglia legale in cucina

Antonino Cannavacciuolo, rinomato chef pluristellato, ha ricevuto una multa di 300 euro dal giudice Federica Lipovscek per la sua assenza in tribunale. La sanzione è stata comminata in seguito alla sua mancata presentazione come testimone in una causa legale. La situazione è emersa mentre lo chef si trovava a Matera per le riprese di un episodio di “Cucine da incubo,” a oltre 600 chilometri di distanza da Ravenna. Il giudice, tuttavia, ha ritenuto insufficiente la giustificazione di Cannavacciuolo, imponendogli di versare la multa prima della prossima udienza fissata per metà novembre.

Antonino Cannavacciuolo: il contesto della multa

La multa, sebbene non rappresenti un incubo finanziario per lo chef, è un aspetto rilevante nell’ambito di una complessa battaglia legale in cui Antonino Cannavacciuolo figura come parte offesa. La controversia trae origine da un presunto uso non autorizzato del suo marchio da parte dei gestori del ristorante Saporetti di Marina di Ravenna, ex concorrenti nel reality “Cucine da incubo.”

La denuncia e l’accusa

Nel cuore della questione giuridica, Cannavacciuolo ha denunciato i due gestori, marito e moglie difesi dall’avvocato Massimo Pleiadi, per concorso in contraffazione o uso non autorizzato di opere dell’ingegno o di prodotti industriali. Nel settembre 2018, i gestori avevano pubblicizzato la riapertura del locale utilizzando il marchio di Antonino Cannavacciuolo senza il suo consenso. I volantini distribuiti includevano anche un “menù di pesce e crudites curato dallo chef Antonino Cannavacciuolo”.

Antonino Cannavacciuolo: ulteriori elementi dell’accusa

Il presunto uso non autorizzato del marchio è evidenziato da un camion vela con una gigantografia del celebre chef accostata al nome del ristorante. Questa situazione spinse Cannavacciuolo a denunciare la questione dopo essere stato informato da una sua ammiratrice culinaria attraverso Facebook.

Coinvolgimento di terzi

Nella complessa trama legale emerge che un 63enne bresciano coinvolto nella gestione del locale è coinvolto nei guai, difeso dall’avvocato Marco Agosti. In uno sforzo per distendere la situazione, Antonino Cannavacciuolo, tramite il suo avvocato Riccardo Santagostino, si è offerto di non costituirsi parte civile in cambio di una cifra simbolica.

La prospettiva dei gestori

Nonostante le offerte distensive, i gestori del ristorante Saporetti non sembrano intenzionati a interpretare il ruolo di sparring partner. Dal loro punto di vista, l’esperienza nel format “Cucine da incubo” è stata utile ma difficile, addirittura umiliante, poiché ha rappresentato l’ammissione di trovarsi in una situazione difficile. Ritengono che l’uso del menù pensato nell’occasione non costituisca alcun illecito, bensì un’opportunità di rilancio per il loro locale.

Conclusioni

La battaglia legale tra Antonino Cannavacciuolo e i gestori del ristorante Saporetti si prospetta quindi come un intricato intreccio di accuse e difese, con lo chef che si trova al centro di una disputa culinaria che va ben oltre i fornelli. La multa è solo uno degli episodi in questa saga legale, e il prosieguo delle udienze fornirà ulteriori dettagli sulla vicenda. In attesa di nuovi sviluppi, resta evidente che questa disputa culinaria è destinata a mantenere l’attenzione dell’opinione pubblica.

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