martedì, Giugno 18, 2024
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Crazy Pizza di Flavio Briatore: arrestati i ladri del furto milionario

La recente operazione della Squadra mobile ha portato all’arresto di quattro individui responsabili del furto avvenuto al Crazy Pizza di via Varese, la filiale milanese della celebre catena fondata da Flavio Briatore. Tuttavia, dietro l’apparente semplicità del colpo si cela una storia criminale intricata e ben pianificata, che ha coinvolto individui con un passato già segnato da numerosi episodi delittuosi.

Crazy Pizza: l’arresto dei ladri

Uno degli arrestati, Carlo Popolizio, 55 anni, si distingue per un record impressionante di precedenti: ben 46. Dal suo primo coinvolgimento nel 1984 per oltraggio, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, fino al più recente arresto nel settembre scorso per furto. Un individuo con un passato che riempirebbe sei pagine in formato A4.

Identificazione grazie alle telecamere di sorveglianza

Il colpo al Crazy Pizza avvenuto nella notte tra il 9 e il 10 luglio ha visto i ladri agire senza maschere, guanti o alcun tipo di precauzione. Errori apparentemente da principianti che hanno reso facile l’identificazione grazie ai filmati delle telecamere di sorveglianza. Carlo Popolizio è stato prontamente riconosciuto, portando gli investigatori sulla pista giusta.

Coinvolgimento di altri complici abituali

Oltre a Popolizio, sono stati arrestati altri due complici noti alle cronache di polizia. Raimondo Santu, 51 anni, già coinvolto in un colpo da 20mila euro alla piscina Scarioni e in un violentissimo pestaggio nel 2016 in largo La Foppa. Marco Falcetta, 48 anni, senza fissa dimora, con un passato altrettanto turbolento. Entrambi sono stati identificati in base alle tracce lasciate durante l’azione criminale.

Furto Crazy Pizza: gli errori dei ladri

L’apparente semplicità del furto al Crazy Pizza si svela attraverso una serie di errori marchiani commessi dai ladri. Volto scoperto, tatuaggi in bella vista, uso di cellulari sempre accesi per comunicare a distanza: dettagli che, anziché indicare principianti, rivelano individui con una lunga storia criminale alle spalle.

La scoperta del taxi e delle piste di fuga

Una delle chiavi per l’arresto è stata la traccia lasciata da Popolizio quando ha chiamato per tre volte un radiotaxi con il telefono intestato alla sorella. Gli investigatori hanno acquisito i dati del lettore targhe del varco di Area C più vicino. Hanno scoperto che l’auto bianca utilizzata per la fuga aveva caricato il cliente in corso Garibaldi 111, nelle vicinanze della residenza di Santu.

Un colpo ben pianificato

Nonostante gli errori evidenti, l’operazione rivela un colpo ben pianificato dietro le apparenze. I ladri hanno scelto con attenzione i loro obiettivi, dimostrando una conoscenza precisa delle dinamiche e dei luoghi coinvolti. Il secondo colpo, avvenuto il 16 agosto in prossimità di piazza San Babila, conferma la pianificazione dei criminali, che hanno agito con determinazione e astuzia.

In conclusione, l’arresto dei ladri del Crazy Pizza ha messo in luce una rete criminale intricata. Hanno, inoltre, svelato che dietro gli apparenti errori si cela una lunga storia di delitti e condanne. La Squadra mobile, grazie al proprio lavoro accurato e alle tecnologie investigative, ha smascherato un colpo che, a prima vista, sembrava il frutto di improvvisazione e inesperienza.

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