Caffè al vino? No, non stiamo scherzando. Non si scherza mai su queste cose. Si chiama Wine Infused Coffee ed è il prodotto su cui Rick Molinari della Caffè Molinari e John Weaver della Wild Card Roasters hanno puntato senza alcun dubbio dopo qualche anno di ricerche e test convinti del fatto che mettere insieme due dei prodotti più amati e consumati nel mondo potesse essere un’idea vincente. E infatti il caffè al vino Molinari lo è.

Siamo in California, nella Napa Valley, la Toscana californiana, angolo di mondo in cui le vigne non vengono ancora cavalcate dai surfisti. Un posto che in quanto a vino sa il fatto suo. E anche in quanto a coccole da offrire ai consumatori.

Alt, precisiamo: non è un prodotto da sbronza di metà pomeriggio. Non ci si ubriaca – fortunatamente – col caffè al vino Molinari, pare piuttosto che si verifichi una piccola esperienza di piacere sensoriale che consente di vivere la pausa caffè in maniera raffinata e gaudente. Sicuramente nuova, se poi questo wineoffee, come è stato immediatamente battezzato, non vi piace.

Per realizzare l’idea che dovrebbe unire le forze supreme dei grandi eserciti di caffeinomani e amanti del vino, il processo messo a punto dalla Molinari è sinteticamente questo: i chicchi di caffè destinati all’infuso finale vengono reidratati con vino rosso della Napa Valley, quindi essiccati e poi tostati. Un procedimento studiato per conferire al prodotto finale una caratteristica aromatica che fino a questo momento non era mai stata sperimentata sul caffè.

L’unica pecca per chi non può proprio fare a meno della caffeina? I chicchi, prima di essere reidratati col vino, vengono decaffeinizzati. Essendo però un prodotto non destinato a sostituire il caffè ma ad essere vissuto come esperienza, certamente non è un problema insormontabile.

Il caffè al vino Molinari attualmente è disponibile solo sul mercato californiano, ma è possibile acquistarlo direttamente sul sito dedicato al progetto Molinari Private Reserve.

E direi che quasi quasi… Voi no?