Cantina La Spia

L’eleganza Borgognona della Cantina La Spia…

“A settembre si taglia ciò che pende…”

Recita così un famoso proverbio, anche se il periodo “magico” della vendemmia non è per tutti uguale, per i più disparati motivi: diverso tempo di raccolta, clima, e formazione morfologica del terreno.

Quest’ultima, in alcuni casi, diventa una sfida per l’uomo, al punto da essere definito gesto “eroico”. Ne sono testimonianza le montagne in cui vi farò “viaggiare” oggi: la Valtellina. Una terra meravigliosa che conta solo 800 ettari vitati con varietà principe Nebbiolo, qui chiamata “chiavennasca”, che trova casa tra le altitudini del Grumello, Sassella e Inferno.

Numerose sono le eccellenze, anche se spesso denigrata “giustamente” in parte, dai cugini piemontesi Barolo e Barbaresco, ma che a parer mio non hanno nulla da invidiare quanto a eleganza e raffinatezza! E la Cantina La Spia ne è la dimostrazione. Una piccola realtà, che mi ha colpito davvero tanto, con un nome particolare. Pare, infatti, che sia legato all’omonimo costone roccioso situato nella sottozona Sassella.

Qui il Signor Rigamonti, amante di vino e belle arti, prende il possesso di questa cantina nel 1962, in gestione famigliare. Situata nel cuore del Cru Sassella, il territorio si presenta con pH neutro a sub-acido, e con filamenti di sabbia e scarsa profondità, diventando un “circolo vizioso” a volte per la scarsa idratazione del suolo, ma dall’altra parte, conferendo buona ricchezza ai mosti tra sapidità e acidità. Connubio che si tramuta in un’elevata finezza ed eleganza ad ogni sorso.

Impianti antichi i suoi, classico archetto valtellinese, che con impianti fittizi, non lascia scelta se non che una raccolta manuale. Altre coltivazioni sono su quelle che rientrano nella denominazione Grumello e Valtellina Superiore. La cantina non è grandissima, ma un buon gioco, di lunghi affinamenti, botti grandi di legno rovere e la giusta macerazione delle bucce, meticolosamente correlata all’uva del momento e all’annata, lascia un segno indelebile ad ogni suo prodotto.

La produzione, in mano all‘enologo Emil, viene dislocata su vari livelli: Alpi Retiche IGT: Rosso con 90% di Nebbiolo e 10% di altri vitigni, Bianco da Chavennasca, Castelàsch: Rosso-Nebbiolo 100% e Bianco-Moscato Giallo-Sauvignon e Nebbiolo. Questa è una selezione che io ho definito beverina! Valtellina Superiore; Sassella PG40 e dulcis in fundo Sassella Riserva MR72 2010 e Valtellina Superiore Riserva ER64 2008.

E qui, ragazzi, con un’etichetta straordinaria, fatta dal Luigi Pignatelli in persona mi congratulo con l’azienda per l‘ eleganza borgognona ritrovata in ogni sorso, segno che pazienza e passione ripagano ogni sforzo. Come sempre, alla salute!