Carlotta Salvini

Intervista a Carlotta Salvini, miglior Sommelier d’Italia Fisar 2019

Intervista a Carlotta Salvini incoronata Miglior Sommelier d’Italia Fisar 2019.

È cominciato tutto con una vendemmia… così Carlotta Salvini ha iniziato la sua avventura nel mondo del vino. L’incontro con i profumi e i colori dell’uva è stato folgorante. Del resto ogni storia è una storia d’amore.

Trovai in quei campi e nelle vigne un’ammirazione profonda, una dimensione totale che faceva della fine della vendemmia una festa sentita e viscerale: era il momento dell’uva delle relazioni, qualcosa che andava oltre il vino stesso – ricorda Carlotta – Capii allora che qualcosa mi aveva segnato in modo indelebile e che quella storia doveva continuare. Da lì ho avuto sempre più curiosità. Ogni volta che degusto un vino, rifletto per capire chi e cosa c’è dietro: le persone che lavorano in vigna e in cantina, i lavoratori silenziosi, sento che c’è bisogno di qualcuno che dia voce a questa realtà”.

Carlotta Salvini è stata incoronata la Miglior Sommelier d’Italia Fisar 2019 alla XXVI edizione del Concorso dedicato ai professionisti della Federazione Italia Sommelier Albergatori  e Ristoratori. La finale, che si è disputata a Livorno, ha visto sfidarsi 7 agguerriti avversari (tutti maschi) e Carlotta. Alla fine l’ha spuntata lei! Fino a qualche anno fa il mondo vitivinicolo sembrava appannaggio degli uomini, oggi però le cose stanno cambiando.

Per fortuna negli ultimi anni il trend sta cambiando, in passato la società era molto diversa da ora. Adesso la donna si è emancipata, è molto più empatica rispetto all’uomo, capiamo più velocemente chi abbiamo davanti, riusciamo a comunicare meglio, nel settore commerciale parliamo e interpretiamo il vino in maniera più convincente. Inoltre, in questo settore, sono sempre più richieste figure multidisciplinari e, si sa, la donna è per sua natura multitasking”.

Il vino preferito di Carlotta Salvini è legato a un bel ricordo, ed è lo Champagne Bedel Cuvée Robert Winer 1996, che tra le altre cose è prodotto da una donna: Françoise Bedel, fra le primi fautrici della biodinamica. Un vitigno che ultimamente l’ha sorpresa è il Timorasso, autoctono della provincia di Alessandria, a bacca bianca. Questo vitigno ha vissuto un lungo periodo di oblio, ma grazie alla sua spiccata personalità comincia a essere conosciuto e apprezzato come una delle eccellenze dei bianchi piemontesi.

Tutta l’Italia è ricca sia di uve che di vino, un vero e proprio tesoro, ma secondo Carlotta la regione che ci regalerà più sorprese è la Sardegna: “Una regione così eterogenea e ricca nel paesaggio, dal mare alla montagna all’entroterra. Una svariata possibilità di scelte nei vitigni autoctoni che aspettano solo di essere portati alla luce”.

L’amore di Carlotta per questo settore è tutto racchiuso in una frase di Mario Soldati, che ha voluto condividere con noi: “Un vino bisogna considerarlo come il volto di una fanciullacome un cieloun tramontoun paesaggiounopera d’artecome qualcosainsommache vive e che fa parte della nostra vita.

Grazie a Carlotta Salvini per questa piacevole chiacchierata!