venerdì, Marzo 1, 2024
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Caro Spesa fa paura: +501€ nel 2023, sale il prezzo dello zucchero e dell’olio

Caro spesa: nel corso del 2023, i residenti a Firenze hanno dovuto fare i conti con un amaro aumento nei costi della spesa, registrando un rialzo di 501 euro rispetto all’anno precedente, secondo le stime della Coldiretti Toscana. La situazione, tuttavia, si è rivelata ancora più difficile nelle altre province toscane.

Caro Spesa: rincari provinciali e la sfida dei consumatori

Grosseto ha guidato la classifica delle province più costose, con un incremento medio di 689 euro, determinato da un’incidenza inflattiva dell’11,7%. Livorno segue con 654 euro in più, seguita da Siena con 636. Altre province come Massa Carrara, Pisa, Pistoia, Lucca, Arezzo e infine Firenze, hanno anch’esse registrato aumenti significativi, evidenziando un trend preoccupante.

Caro Spesa: analisi dei dati Istat e la discesa dell’inflazione alimentare

Coldiretti Toscana ha elaborato i dati Istat del 2023, indicando che l’inflazione generale è scesa al 0,4%. Letizia Cesani, Presidente Coldiretti Toscana, ha commentato: “In due anni ogni famiglia toscana ha dovuto pagare poco più di mille euro per fare la spesa, uno sforzo sfiancante”. Tuttavia, Cesani sottolinea una prospettiva più positiva con la discesa dell’inflazione alimentare da 12,2% a 4,4% a dicembre.

Caro spesa
Caro spesa

Le preoccupazioni per il futuro e l’impatto globale

Le tensioni globali, come la crisi del canale di Suez e le instabilità in Medio Oriente, preoccupano Coldiretti, che teme possibili nuovi rincari dovuti a questi eventi. “È uno scenario che ci preoccupa molto e che potrebbe rimettere tutto in discussione,” afferma Cesani.

Cambiamenti nelle abitudini d’acquisto

Il 72% dei toscani ora preferisce fare la spesa nei discount, mentre l’83% cerca prodotti in offerta. L’aumento dei prezzi ha portato l’77% a compilare liste ponderate per gli acquisti, cercando di razionalizzare le spese.

Coldiretti propone un aumento dei fondi Pnrr per l’agroalimentare, destinati agli accordi nella filiera, come soluzione per sostenere la spesa delle famiglie toscane. Questo potrebbe contribuire anche a supportare le 183 imprese agricole toscane colpite dagli eventi estremi nel 2023.

Analisi Istat sui prodotti alimentari a maggiore crescita di prezzo

Secondo l’Istat, l’inflazione alimentare del 5,7% ha colpito prodotti come lo zucchero (+64,8%), il riso (+50,0%), l’olio di oliva (+42,3%), la pasta secca (+40,1%), il burro (+36,5%), e il latte intero (+21,9%). Alessandro Lunetti, responsabile delle statistiche sui prezzi al consumo, ha sottolineato che la “maggiore flessione del prezzo” ha interessato gli smartphone, con un calo del 36,7%.

Speranze per il futuro economico

Il futuro dell’economia domestica sembra essere legato alle incertezze globali, ma con la speranza che misure adeguate e gli sforzi congiunti possano contribuire a stabilizzare la situazione economica della regione. L’aumento dei prezzi potrebbe aver trasformato le abitudini di acquisto dei toscani, ma l’ottimismo per una possibile inversione di tendenza e l’intervento da parte delle istituzioni alimentano la speranza di una ripresa economica sostenibile per tutti.

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