lunedì, Maggio 27, 2024
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Cibofobia: cos’è e come si manifesta il terrore per il cibo

Sebbene il mondo dell’enogastronomia ci affascini con le sue delizie, vi è un’oscura ombra che alcuni devono affrontare, una realtà poco conosciuta ma intrigante: la cibofobia. Questo termine, conosciuto anche come sitofobia, definisce l’irrazionale paura che alcuni individui nutrono verso specifici alimenti o categorie di cibi. Un’esperienza che, curiosamente, affiora in una fase della vita già complessa, tra i 10 e i 12 anni, quando l’identità culinaria sta prendendo forma e ogni degustazione è un’avventura.

Che cos’è la cibofobia?

La cibofobia non è solo una peculiarità psicologica, ma una complessa sfida che può avere profonde ripercussioni nella vita quotidiana e nelle relazioni sociali. Come rivelato dalla dott.ssa Ogliari alla Gazzetta dello Sport, la cibofobia può avere radici profonde, spesso scaturite da eventi traumatici.

La maggior parte delle volte, questi traumi corrispondono ad incidenti come un boccone incastrato nella gola, mentre altre possono innescare la paura non solo verso l’alimento coinvolto, ma anche verso cibi con simile sapore, consistenza o temperatura.

La selettività diventa una costante, e la scelta dei cibi è dettata non solo dalla qualità ma anche dalla quantità. Alcuni individui prestano una scrupolosa attenzione alle date di scadenza, mentre altri masticheranno a lungo per evitare qualsiasi rischio. La cibofobia è una realtà enigmatica nel mondo enogastronomico, una sfida che richiede comprensione e sostegno.

La cibofobia – o sitofobia – comporta una paura irrazionale per il cibo

Quando la paura sta nel piatto: i sintomi

La cibofobia scatena reazioni sia mentali che fisiche. Quando ci si trova di fronte a ciò che la mente teme, o anche solo quando si pensa a tali alimenti, il corpo può reagire in modi sorprendenti. L’ansia prende il sopravvento, accompagnata da segnali che potrebbero facilmente essere confusi con un attacco di panico. Il cuore inizia a battere più velocemente, un dolore opprimente si fa strada nel petto, il respiro diventa affannoso, la deglutizione diventa un’ardua impresa, i tremori scuotono il corpo, la nausea diventa un compagno costante, e l’idea di vomitare si fa strada come un incubo.

Le persone affette da cibofobia, in particolare i bambini e gli adolescenti, sviluppano strategie elaborate per evitare i cibi che alimentano le loro preoccupazioni. Questa restrizione alimentare non riguarda solo la qualità, ma anche la quantità. Alcuni diventano ossessionati dalle date di scadenza, altri masticano ogni boccone fino a renderlo quasi liquido per evitare ogni possibile ostacolo, mentre alcuni evitano completamente gli alimenti che hanno una breve durata di vita.

La Professoressa Ogliari, esperta nel campo, spiega che la cibofobia è un problema complesso che va oltre il semplice rifiuto del cibo. È una battaglia tra la mente e il corpo, una lotta silenziosa che può influenzare profondamente la vita quotidiana di chi ne è affetto. La comprensione e il supporto sono essenziali per aiutare coloro che combattono questa battaglia invisibile contro il cibo.

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