Il sistema di classificazione dei vini a Denominazione di Origine Controllata (D.O.C.) e a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (D.O.C.G.) fu introdotto in Italia intorno alla seconda metà del Novecento, precisamente nel 1963, con un’apposita legge (DPR n° 930). Il decreto fu il primo provvedimento nazionale a disciplina delle produzioni vitivinicole di qualità.

Lo scopo del decreto emanato dal Presidente della Repubblica, infatti, era di definire le regole di produzione e commercializzazione dei vini. Furono istituiti, inoltre, degli appositi albi per la registrazione delle superfici produttive e il sistema di denuncia dei quantitativi di uva prodotta da destinare alla produzione di una determinata denominazione.

Il primo vino DOC è stata la Vernaccia di San Gimignano, un vino bianco dal colore giallo paglierino e dal profumo delicato, prodotto in una ristretta area della Toscana (tra Siena, Pisa e Firenze). Il primo a ottenere il riconoscimento come DOCG, è stato il Brunello di Montalcino nel 1980, un vino prodotto sempre in Toscana (nel comune di Brunello, in provincia di Siena), di colore granato vivace, dal profumo intenso ed etereo. L’introduzione delle IgT (Indicazioni geografiche Tipiche), invece, risale al 1992.

Nel 2008 la Comunità Europea ha attuato un processo di riforma dell’intero comparto vitivinicolo, semplificando la classificazione dei vini. Vengono previste, infatti, soltanto 2 categorie di vini:

  • Vini con indicazione geografica D.O.P. e I.g.P.
  • Vini senza Indicazione geografica (vini generici o con indicazione del solo vitigno)

Lo stato Italiano, ha comunque consentito l’uso delle precedenti sigle DOC, DOCG e IgT per la classificazione dei vini, che possono comparire si con le nuove diciture, si da sole.