Birra chiara, birra ambrata e birra scura

Il colore non ha sapore!

Dire che una birra è bionda, rossa o nera è un errore.

A proposito del colore delle birre

Ebbene “il colore non ha sapore” sembrerebbe un concetto noto a tutti, eppure spesso sento dire: “mi piacciono di più le rosse!”, oppure: “preferisco le bionde!”. Perché, se non conosciamo gli stili della birra, piuttosto non iniziamo ad usare i gusti fondamentali per descrivere ciò che preferiamo bere? Ci piace di più l’amaro o il dolce? Preferiamo il salato o l’acido (esistono birre sia salate che acide)? Perché quindi quando scegliamo un prodotto non usiamo un parametro realmente utile a ciò che è il nostro gusto?

Da cosa dipende il colore della birra?

Iniziamo dicendo che il colore proviene essenzialmente dai tipi di malto che il birraio sceglie per produrre la birra. Tutto inizia dalla scelta dello stile preferito (generalmente si inizia a produrre le birre che maggiormente sono affini ai propri gusti), successivamente si scelgono le materie prime necessarie, tra cui ovviamente il malto. Ma cos’è esattamente il malto?

diverse tipologie di malto d’orzo

Per malto si intende generalmente malto d’orzo, ma non esiste solo quello, potendo essere anche di altri cereali. La maltazione è un processo produttivo che inizia dalla germinazione del chicco, all’interno di vasche con acqua, fin quando non ha sviluppato gli amidi sufficienti (quando la radichetta nata dal seme non raggiunge la lunghezza del chicco) alla produzione della birra, trasformandosi, durante l’ammostamento, in zuccheri necessari alla fermentazione del lievito.

Successivamente le temperature, i tempi e gradi di umidità, a cui verranno fatti essiccare i chicchi d’orzo germinato, genereranno diversi tipi di malto che avranno e rilasceranno colori diversi ma sopratutto trasmetteranno aromi diversi nella birra.

Esistono i famosi e usatissimi malti chiari Pils o Pale che rilasciano nella birra aromi che virano dal miele alla crosta di pane. Sono essenziali per birre che hanno un colore dal giallo paglierino al dorato carico, con amaro più o meno pronunciato come le Pils, Helles, Pale Ale, India Pale Ale, ecc… ma necessari anche per birre più o meno dolci come le Tripel, le Blanche, le Weisse, Belgian Strong Ale, ecc… o acide come le Sour. Il colore chiaro in una birra non implica quindi una bevuta semplice o un tenore alcolico basso.

Esistono anche tanti malti utili per birre ambrate o birre scure. Rilasciano un gusto più deciso nelle birre, che spazia dal caramello, al cioccolato alla nocciola, ecc… Esistono birre ambrate o scure come le Irish Red Ale, le Flanders Red Ale, le Dunkel, le Porter o le Stout, ecc… che hanno una facilità di bevuta altissima grazie ad una bassa gradazione alcolica, leggera carbonazione, e corpo watery – esile.

Ovviamente esistono birre ambrate che invece hanno una struttura aromatica, fisica e alcolica completamente diversa come le American Amber Ale, le Belgian Dubbel, le Quadrupel, alcune Double IPA, ecc… dove il corpo, la gradazione alcolica e in generale la struttura aromatica è più complessa. Ovviamente tra loro differiscono anche per l’amarezza o la dolcezza offerta. Anche in questo caso per le birre ambrate o scure (non si dovrebbe chiamarle rosse o nere) parafrasando il paragrafo precedente, il colore scuro o ambrato non implica quindi una bevuta più alcolica, più complessa, più amara o più dolce.

Vi ho volutamente scritto qualche stile in più, dilungandomi negli esempi delle birre, per permettervi di sperimentare maggiormente il gusto di prodotti chiamati inconsapevolmente allo stesso modo. In questo articolo voglio darvi quindi la possibilità di rendervi conto che profondo errore concettuale ci sia nell’assimilare birre diverse nel gusto, nel corpo e nella gradazione alcolica e con la speranza che non chiamiate “Bionde”, “Rosse” o “Nere” birre con lo stesso colore, perché “il colore non ha sapore!”.

Mimmo La Gioia