Il vino novello è una qualità di vino ben specifica (da non confondere con il vino nuovo), inoltre deve essere consumato entro un certo lasso di tempo, passato il quale perde le sue peculiarità e non è più apprezzabile. Il vino novello viene prodotto in autunno, poiché è il primo a essere messo in commercio al momento delle nuove vinificazioni successive alla vendemmia, tuttavia ogni

Vino novello, come si produce?

Il vino novello è una tipologia di vino generalmente rosso ottenuto con la macerazione carbonica. Si tratta di una tecnica di vinificazione scoperta per caso negli anni Trenta da alcuni ricercatori francesi che volevano trovare un sistema per conservare il più a lungo possibile l’uva da tavola. Da questo esperimento nacque il famoso Beaujolais Nouveau.

Per fare il vino novello si usa l’acino o il grappolo intero di uva. Il mosto si fa fermentare in contenitori ermetici, in un’atmosfera satura di anidride carbonica anziché all’aria come accade solitamente. A far fermentare il vino quindi, sono gli enzimi stessi contenuti nel mosto. Dopo la fermentazione, il vino viene sottoposto ai processi ordinari di raffinatura (centrifugazione, chiarifica, filtrazione, stabilizzazione tartarica, ecc.). Il risultato è un vino con sapore profumo fruttati, leggero, appena frizzante e pronto da bere poche settimane dopo la vendemmia.

Quando si può mettere in commercio il vino novello

In Italia la tipologia Novello è stata introdotta nel 1987 e si ottiene da diversi vitigni o anche da uvaggi. Nel nostro Paese può essere commercializzato a partire dal 30 ottobre fino al 31 dicembre dell’anno di vendemmia. Il vino novello può essere prodotto anche senza macerazione carbonica con fermentazione a bassa temperatura (circa 20°), ma il risultato è meno piacevole.