giovedì, Febbraio 29, 2024
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Vino in Italia: consumi in calo dell’8% dal 2019, ma il Prosecco trascina la crescita degli spumanti

Il 2023 è stato un anno complesso per il settore vinicolo italiano, caratterizzato da una crisi economica e dalle difficoltà legate alle guerre commerciali. Tuttavia, nonostante le sfide, il Paese è riuscito a piazzare poco meno di un miliardo di bottiglie nei negozi e nella grande distribuzione, registrando una diminuzione del 3,1% rispetto al 2022, per un valore complessivo di poco più di 3 miliardi di euro. Al centro delle preoccupazioni sono i dati che rivelano una tendenza al ribasso nei consumi di vino degli italiani negli ultimi cinque anni.

Gli italiani bevono meno, ma scelgono il vino con più attenzione

Il 2023 ha confermato un trend mondiale: una flessione nei consumi di vino, un fenomeno anche influenzato dalla crescente popolarità delle bevande low e zero alcol, in linea con l’attenzione crescente al benessere e alla leggerezza dell’alimentazione. L’Osservatorio Uiv-ISMEA evidenzia che i vini fermi hanno registrato un calo del 3,6%, con i rossi in particolare a -4,9%. Questo rappresenta l’11° trimestre consecutivo di declino, che, proiettato su cinque anni, si traduce in un calo del 8% nei consumi di vino.

Nonostante il calo complessivo, c’è una crescente preferenza per vini di qualità, con una maggiore selezione da parte dei wine lover. Le denominazioni Dop hanno tenuto meglio, registrando solo un -2%, mentre i vini comuni hanno subito un crollo del 17%. I vini rosati, invece, crescono del 17%.

Il successo delle bollicine

A fronte del calo dei consumi di vino, le bollicine mantengono la loro popolarità. Gli spumanti, trainati dal Prosecco, registrano una crescita del 19%, con una vendita di 139 milioni di bottiglie. Questo successo si riflette anche nelle esportazioni, con una triplicazione delle quote di mercato degli spumanti italiani negli ultimi 10 anni. In contrasto, le vendite di champagne sono scese del 38% nello stesso periodo.

Vino
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Vino: il crollo dei rossi e le preferenze del mercato

I vini rossi continuano a essere la tipologia più colpita, con un calo del 15% nei consumi casalinghi. Tuttavia, è importante notare che i rossi di alta gamma trovano ancora spazio in ristoranti ed enoteche. La preferenza per vini più leggeri e delicati ha portato a cali significativi per varietà come Lambruschi, Nero d’Avola, Cannonau e Barbera, con alcuni segnali positivi per Dop Montepulciano d’Abruzzo, Chianti, e Rubicone Igt.

Gli alti e bassi dell’E-commerce

È stata la rivelazione e poi l’abitudine che ci ha lasciato il lockdown: ordinare il vino online per poi consumarlo a casa, a cena con gli amici, scegliendo tranquillamente dalla scrivania col pc dalla “libreria” o meglio enoteca online che molte piattaforme mettono a disposizione. Così è cresciuto l’ecommerce, canale storicamente ostico per gli italiani. Oggi gli acquisti online valgono il triplo rispetto al 2019, ma da 2 anni a questa parte gli ordini si sono progressivamente sgonfiati, perdendo il 21% sul picco del 2021.

Un calo fisiologico per un canale sull’ottovolante che pure ha attuato un significativo ribasso dei listini. Il vantaggio per chi ordina online è la vasta gamma a disposizione che permette di puntare sulla qualità, con il prezzo medio al litro superiore del 61% rispetto agli acquisti in corsia. Chi compra online predilige più Dop e Igt (il 75% del totale acquisti dei vini fermi) ma soprattutto ordina più spumanti, che online incidono per il 22% degli acquisti, contro una media complessiva al 13%. Una nicchia – quella dell’e-commerce di vino – che rappresenta appena l’1,5% del totale acquisti in Gdo e retail, che però dà una prospettiva futura: sono molti i player che ci puntano.

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