Purato Appassimento

Degustazione Purato Appassimento al Supermercato

Un vino economico tra gli scaffali del Penny

I discount offrono in genere proposte decisamente economiche (al di sotto dei 5 euro) e, anche qualora l’offerta dovesse prevedere una denominazione pregiata, il prezzo rimane sempre su cifre proporzionalmente contenute. Detto questo, alcuni discount hanno il pregio di avere una “cantina” selezionata da sommelier di fama o recensiti da ben note guide enologiche.

Quello di oggi è il primo vino della selezione di Penny Market che acquisto e degusto. Bella l’etichetta e bella la bottiglia; un vino con certificazione biologica (poi organico e vegano) ad un prezzo accessibile, ma sopra la media: 5 o 6 euro. Mi è sembrato giusto dargli un po’ di spazio… abbastanza, ma non troppo.

Partendo dal presupposto che nelle mie recensioni non voglio in alcun modo essere cattivo e intendo rispettare a pieno il lavoro dei produttori e di tutta la filiera di produzione, mi sembra però eticamente corretto esprimere il mio sincero parere e mi sembra eticamente corretto il concetto de “se l’hai messo in commercio, è giusto che se ne parli”. Inoltre, mi piace parlare del vino in modo semplice e, se possibile, con un po’ di ironia e per questo ti invito – a te avventore dei miei articoli – di coglierne ogni parte con il giusto grado di ironia e senza in alcun modo essere categorico. Se farai così, sono – sicuro – abbastanza, ma non troppo -, che sarai curioso di provare anche quei vini che recensisco ma che per un motivo o per l’altro non mi hanno entusiasmato.

Purato Appassimento Siccari, un vino da “abbastanza, ma non troppo”.

E’ stata una degustazione abbastanza particolare che mi ha lasciato per un bel po’ di tempo indeciso sul giudizio finale combattuto tra giudizio analitico e parere soggettivo. E anche in questo momento, a distanza di qualche ora dalla degustazione, non riesco a prendere una posizione precisa.

Il “Purato Siccari” (siccari vuol dire appassimento in siciliano), Rosso Terre Siciliane Igt vendemmia 2019, è prodotto a Vittoria (RG) da un blend di uve che hanno subito un leggero appassimento in parte in pianta e in parte sui graticci.

Nero d’Avola in prevalenza (percentuali non specificate) con a saldo Syrah e poche altre varietà autoctone locali (non specificate). Imbottigliato in seguito ad un periodo di maturazione in botti grandi di rovere di Slavonia, per un periodo non specificato.

Vorrei elogiare le vendemmie 2017 e 2018 di questo vino che hanno ottenuto diversi riconoscimenti internazionali ma nel vino eccoti una perla: ad annata diversa, corrisponde vino diverso anche se tutta la filiera produttiva è pressoché identica.

Purato Appassimento Siccari, caratteristiche e degustazione

Alla vista colore porpora intenso; al naso piacevole, ma non troppo. Abbastanza intenso (ma non troppo) e abbastanza elegante (ma non troppo), si apre con una netta pungenza alcolica adornata da componenti fruttate (ciliegia e mora) e acuita da una certa impronta speziata. Con l’areazione emergono leggeri richiami di liquirizia, una vena balsamica ed un lontano sfondo di sottobosco.

In bocca, iniziamo a giocare. L’ingresso è sostanzioso ma la deglutizione è piuttosto snella (in definitiva, abbastanza corposo ma non troppo). Sul piano gustativo il sorso ha una tendenza dolce iniziale che trae un po’ in inganno (non sono riuscito a trovare specifiche tecniche precise sul vino, ma a mio avviso non ha residuo zuccherino) e che accompagna l’intera degustazione. Immediatamente dopo la deglutizione si fa sentire una fresca e viva acidità, supportata da un buon livello di sapidità (e grazie, siamo in Sicilia). In un terzo momento, col passare di qualche secondo, si ecco emergere la percezione alcolica che diviene la caratteristica prevalente e predominante. Decisamente timida invece la trama tannica.

Insomma, un vino che sconta uno sbilanciamento lato morbidezze (ma non è questo un fattore negativo). In retrolfattiva mantiene moderata intensità (presente ma non troppo) e acquista in termini di eleganza (maggiore rispetto al naso, ma non troppo). La beva porta con se richiami fruttati e speziati e si chiude con moderata persistenza (ma non troppa) e un tocco piuttosto (ma non troppo) amaro che risulta in realtà anche piacevole.

In definitiva un vino che mi ha lasciato nel limbo del giudizio: sul piano analitico, devo essere sincero, non mi ha entusiasmato ma a livello soggettivo ne ho bevuti due calici durante la degustazione e, se non fossero state le 11 del mattino, ne avrei bevuto anche un terzo.

Insomma, un vino che NON mi è piaciuto… ma non troppo.

Purato Appassimento Siccari, considerazioni finali

Il Purato Siccari va bevuto ad una temperatura di servizio di 16-18 °C in calici ampi (ballon). Si abbina a piatti di carne, a mio avviso a dei secondi come per esempio una grigliata oppure una bella costata di manzo ai ferri. Lo vedo bene anche se accompagnato da dei formaggi di medio o medio/lunga stagionatura.

Consigliato? No. Prezzo 6 € – Penny Market

Ti presento Steeve

Aspetta, aspetta, non andare via. Lo so che oggi sono stato prolisso e ho scritto eccessivamente, ma mi sembra doveroso, come durante un bel concerto, fare la presentazione del mio fidatissimo staff.

E quindi (rullo di tamburi)… Alla degustazione… La mia mascotte, il mio supporto, il mio orgoglio e il mio sorriso quotidiano (quando ci penso)… il caliceee (momento di suspense) STEEVE!

Steeve è un calice di cristallo dal valore economico medio/alto acquistato apposta per dare valore alle degustazioni. Tuttavia, nonostante le dovute misure del caso e – giuro – la mia più precisa attenzione, sono riuscito a romperne lo stelo al PRIMO LAVAGGIO, APPENA USCITO DALLA SCATOLA.

Preso dallo sconforto e trattenendo le lacrime ho pensato: “è inutile piangere sul calice spezzato, devi fartene una ragione e reagire al destino”. E così mi sono detto “col piffero che lo butto via!” e ho quindi continuato ad usarlo (svolge egregiamente il suo dovere malgrado la frattura) promuovendolo da “anonimo calice” a “adorata mascotte”.

Quindi, con orgoglio, ti presento il mio calice Steeve!

Perchè il nome Steeve? Beh, semplice, perchè non ho fantasia!