Torre di Giano Lungarotti

Degustazione Torre di Giano di Lungarotti

Un blend di Vermentino, Grechetto e Trebbiano da’ vita a “Torre di Giano”, il vino bianco che andremo a degustare questa settimana: prodotto dall’azienda Lungarotti, è contraddistinto dalla Denominazione d’origine controllata Bianco di Torgiano.

Ci troviamo infatti in Umbria, in provincia di Perugia, dove la società agricola lanciata da Giorgio Lungarotti tra gli anni ’40 e ’50 del 900 gestisce 250 ettari di vigneti, coltivati secondo i principi dell’ecosostenibilità, nel rispetto delle piantagioni e dell’ambiente che le circonda.

Tra gli accorgimenti adottati vi sono la concimazione organica, il controllo delle piante infestanti, un’attenta gestione delle risorse idriche, l’analisi dell’andamento climatico e la cura del fogliame, oltre che pratiche di risparmio energetico in cantina.

Torre di Giano” è ottenuto da uve Vermentino e, in porzioni minori, da uve Trebbiano e Grechetto. I vigneti, allevati con il sistema a doppio guyot e a doppio cordone speronato, sorgono su terreni argillosi e di buona capacità idrica.

La vendemmia ha luogo tra la prima e la seconda decade di settembre, quando i vari vitigni vengono selezionati e condotti in cantina, con una resa di 90 quintali per ettaro. Dopo la pressatura soffice dei grappoli, il mosto fiore è sottoposto a breve criomacerazione e messo a fermentare in recipienti di acciaio inox, alla temperatura controllata di 16-17° C. Infine il vino è assemblato a basse temperature e imbottigliato, per essere messo in commercio con la gradazione di 12,5% vol, in 200.000 esemplari.
Sull’etichetta è raffigurata una sezione della Fontana Maggiore di Perugia, raffigurante la vendemmia, mentre il nome richiama le origini di Torgiano.

Stappiamo “Torre di Giano” Bianco di Torgiano Doc alla temperatura di servizio di 12° C e versiamolo in calici a tulipano di media grandezza. Il colore è giallo paglierino non troppo carico, con riflessi brillanti.

Un intenso e inebriante bouquet di sentori floreali e fruttati caratterizza l’esame olfattivo: in particolare emergono gradevoli aromi di pera, quindi di agrumi, mela e mimosa. Portando il vino in bocca si rivela avvolgente e vellutato, con una acidità poco spiccata ed un corpo medio; elegante e non troppo strutturato, possiede una discreta persistenza, con un lieve retrogusto fruttato.

A cosa abbinare “Torre di Giano” Bianco di Torgiano Doc di Lungarotti? Di sicuro a pietanze marinare, come antipasti di crudi e crostacei, insalate di mare, pesce alla griglia, polpo con patate, tonno alla piastra. È ideale anche per accompagnare piatti vegetariani, pasta con verdure, minestre e formaggi non stagionati.

Si presta ad un moderato invecchiamento in cantina. Alla salute!

6.8 / 10 Voto Finale
Profumi
Gusto
Equilibrio
Persistenza
Longevità
Rapporto Qualità Prezzo