In questo appuntamento parleremo di uno dei vini italiani più celebri non solo nel nostro paese, ma in tutto il mondo: il Lambrusco. La tipologia che andremo ad esaminare è il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro a Denominazione di origine controllata, una delle quattro Doc (assieme a Sorbara, Modena e Salamino di Santa Croce) che caratterizzano il vino principe dell’Emilia Romagna. Il protagonista di oggi è il Lambrusco Biologico “Fondo Belverde” prodotto dalla storica azienda Cantine Chiarli di Castelvetro di Modena.

Questo vino frizzante secco è ottenuto mediante l’utilizzo di uve Lambrusco di Grasparossa in purezza, coltivate in zone collinari poste a sud di Modena, senza l’utilizzo di pesticidi ed agenti chimici; i terreni sono ricchi di sabbia e ghiaia. La vendemmia è in genere tardiva, per permettere alle uve di maturare al meglio, quindi i grappoli sono condotti in cantina per essere selezionati e diraspati.

L’uva è sottoposta a pigiatura tradizionale, a cui segue una macerazione di 36 ore. La fermentazione avviene in recipienti di acciaio inox, alla temperatura controllata di 18-20° C, in seguito il vino affina in vasche di acciaio per almeno due mesi. Prima dell’imbottigliamento, il vino rifermenta per la presa di spuma in autoclave, secondo il metodo Martinotti-Charmat. Infine il Lambrusco Biologico Grasparossa Doc è messo in commercio con la gradazione alcolica di 11% vol.

Stappiamo il “Fondo Belverde” appena prima di essere consumato, e serviamolo in calici a tulipano dall’apertura media alla temperatura di servizio di 16-18° C (ma può essere consumato anche leggermente più fresco, a seconda dei propri gusti). Noteremo subito una spuma consistente ed un colore rubino brillante, con bei riflessi violacei. Al naso è possibile percepire sentori floreali, di rosa e viola, e soprattutto aromi fruttati, come pesca, ciliegia, fragola e frutti di bosco, nonché una lieve nota di mandorla. Portando il vino in bocca si presenterà armonico, di buon corpo, equilibrato, cremoso e leggermente sapido, con tannini delicati ed un finale persistente con un retrogusto vinoso, fruttato ed appena amarognolo.

L’abbinamento ideale per questo Lambrusco Biologico Grasparossa Doc di Chiarli è quello con i piatti della cucina emiliana, come primi piatti, paste ripiene (suggerisco dei tortellini con una crema di ricotta allo zafferano), carni arrosto, bollite, ma è anche l’ideale con del pesce arrosto o in umido. Ottimo infine con salumi e formaggi saporiti, o per essere consumato nel corso di un aperitivo, grazie alla sua buona beva. Questo vino non si presta all’invecchiamento. Alla salute!