L’effervescenza del vino è un parametro valutativo.

L’effervescenza è una caratteristica tipica dei vini con presenza di anidride carbonica, cioè Spumanti ottenuti con il Metodo Classico o Charmat. Con l’apertura della bottiglia, infatti, questa sostanza gassosa (a temperatura ambiente) viene liberata e le bollicine creano la classica spuma.

Lo Spumante presenta una sovrappressione non inferiore a 3 bar, mentre nei vini frizzanti la sovrappressione deve essere compresa tra 1 e 2,5 bar. I vini spumanti e frizzanti di qualità tuttavia, sono quelli in cui la presenza di anidride carbonica è frutto della rifermentazione del vino in bottiglia come lo Champagne, che è prodotto con Metodo Classico.

Come si la valutazione dell’effervescenza

Per valutare l’effervescenza del vino si osservano le bollicine e si prendono in considerazione tre parametri, quali:

  • Dimensione: le bollicine possono essere grossolane (come l’acqua gassata per intenderci), abbastanza fini (di dimensioni intermedie) e fini, piccole come la punta di uno spillo.
  • Numero: le bollicine possono essere scarse (bollicine quasi assenti), abbastanza numerose (quando si concentrano in pochi punti delle pareti del bicchiere) e numerose (quando sono abbondanti e si formano in modo continuo)
  • Persistenza: le bollicine possono essere evanescenti, quindi scomparire nell’arco di pochi istanti, abbastanza persistenti (quando persistono per pochi minuti) o persistenti, quando si formano in modo continuo anche dopo un lungo periodo di sosta del vino nel bicchiere.

A parità di sovrappressione, uno Spumante Metodo Classico (il classico Champagne, il Francicorta o il Trentodoc), presenterà bollicine più numerose, fini e persistenti, che salendo formeranno le cosiddette catenelle ed evocheranno la percezione di piccole collane di perle. Proprio da qui deriva il nome “perlage”.

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