Un bianco intenso e di carattere, espressione convincente dell’enologia campana: il Fiano di Avellino Docg “Radici” dell’azienda Mastroberardino conquista sin dal primo assaggio, in virtù della personalità espressa e del gusto deciso di questa tipologia di prodotto che (assieme al Greco di Tufo) è l’unico vino bianco della Campania a fregiarsi della Denominazione di origine controllata e garantita.

L’azienda di Atripalda (Avellino) dedica la tenuta di Santo Stefano del Sole alla coltivazione del vitigno Fiano di Avellino, utilizzato in purezza per la realizzazione del vino oggetto di degustazione. I terreni, posti a 550 metri di altitudine ed esposti a sud-ovest, sono contraddistinti da un suolo di tipo sabbioso e ricco di minerali; le piantagioni hanno un’età media di 15 anni e sono allevate con il sistema a spalliera, con una resa finale di circa 60 quintali d’uva per ettaro vitato.

La vendemmia ha luogo manualmente intorno alla seconda metà di ottobre: i grappoli vengono condotti in cantina e sottoposti a pigiatura soffice; il mosto è messo a vinificare in serbatoi di acciaio inox, e negli stessi recipienti il vino svolge la fermentazione alcolica e l’affinamento, processo che si conclude solo dopo 3-4 mesi dall’imbottigliamento. Infine il “Radici” Mastroberardino è messo in commercio con la gradazione di 13,5% vol, con un’etichetta recante parte di un dipinto dell’artista Maria Micozzi, che orna la volta di una delle grotte di affinamento della cantina.

E’ il momento di fare la conoscenza diretta di questo Fiano di Avellino Docg: versiamo il vino in ampi calici a tulipano alla temperatura di servizio di 12° C, e facciamo oscillare il bicchiere. Il prodotto è contraddistinto da un colore giallo paglierino con riflessi verdognoli-dorati, e potremo notare la buona densità che traspare dagli spessi archetti che si formano nella parete interna del calice.

Avvicinando il vino al naso si sprigionerà un intenso aroma floreale e fruttato, con sentori di biancospino, pesca, ananas, agrumi, pera e nocciola. Assaggiamo il Fiano di Avellino “Radici” e lo troveremo fresco, corposo, ben strutturato e morbido, grazie al buon tenore alcolico; equilibrato e mediamente asciutto, possiede un buon finale con un leggero retrogusto di pesca e frutta secca.

Per ciò che riguarda l’abbinamento, questo prodotto dell’azienda Mastroberardino è perfetto per accompagnare piatti a base di pesce, dagli antipasti crudi e cotti alla pasta con frutti di mare, dai crostacei al pesce al forno, ma si sposa bene anche con formaggi freschi, carni bianche poco condite, zuppe e vellutate di legumi, ed anche un bel piatto di carbonara. Si presta ad un discreto invecchiamento in cantina, con la bottiglia coricata e al buio. Alla salute!