Greco Bianco di Lucà limone e mandorle ciambella

Il Greco di Bianco Lucà raccontato da una ciambella limone e mandorle

Il Greco di Bianco Lucà è stato una delle belle sorprese di queste vacanze che ormai sono finite, ma non del tutto finché ho storie da raccontare e ricordare. La…

Il Greco di Bianco Lucà è stato una delle belle sorprese di queste vacanze che ormai sono finite, ma non del tutto finché ho storie da raccontare e ricordare.

La Calabria, quella degli ultimi anni, è l’esempio di una terra aspra e per molti impenetrabile che sta vivendo una rinascita enogastronomica di altissimo livello. Complici le nuove generazioni di creativi del gusto che stanno lavorando nelle fucine e nelle cucine del buono, questa punta di “terra di dove finisce la terra” riserva grandi privilegi che non sono più solo quelli della ‘nduja, della cipolla rossa di Tropea e del peperoncino, ma anche dei vini, delle stelle e dei prodotti riscoperti dai giovani briganti di una rivoluzione meravigliosa e attiva.

Siamo a Bianco, in provincia di Reggio Calabria e il Greco di Bianco Lucà è certamente una delle punte di diamante di questo percorso lungo le spiagge e le montagne brulle e bruciate seppur verdi e rigogliose.

Parliamo dell’unico passito DOC calabrese nato da terreni calcareo argillosi le cui uve, poste al sole della controra del sud, vengono coccolate dal caldo affinché possano maturare picchi di zuccheri e profumi che caratterizzano questo vino al naso e al palato. Adatto alla pasticceria secca meridionale, carica in dolcezza, come i pasticcini di pasta di mandorle o i biscotti declinati nelle varie preparazioni ai fichi, non si tira naturalmente indietro davanti a un tagliere di formaggi stagionati che piccano leggermente e si scontrano con la sua zuccherina chiacchiera. Il suo è il colore del sole di tardo pomeriggio, quello che si posa sulle rocce popolate dai fichi d’india. Si distingue per una personalità indubbiamente decisa ma dolce e riservata, proprio come la gente dei meridioni del mondo.

Degno di nota il packaging, raffinato e di gusto, diverso dai soliti passiti.

Se dovessi proporlo alla fine di una serata tra amici, magari lo farei degustare assieme a questa ciambella limone e mandorle che sprigiona tutto il sud che prima o poi a tutti capita di incontrare.

Vi lascio la ricetta, perché penso che dovreste proprio prepararla se vi va di coccolare qualcuno.

CIAMBELLA LIMONE E MANDORLE

  • 3 uova
  • 1 vasetto di yogurt al limone (o bianco)
  • 3 vasetti di farina
  • 2 vasetti di zucchero
  • 1 vasetto di olio di semi
  • 1 fialetta di essenza di limone
  • la scorza grattugiata di un limone
  • 1 bustina di lievito
  • lamelle di mandorle a piacere per ricoprire la superficie

Il procedimento di preparazione è simile a quello di tutte le altre ciambelle e come potete intuire questa non è altro che una delle mille varianti della famosa base della torta sette vasetti. Montate le uova con lo zucchero e via via aggiungete tutti gli altri ingredienti finendo con lievito ed essenza. Imburrate e infarinate la teglia e cuocete a 180° fino a doratura, vale comunque sempre la prova dello stecchino.

Adesso è il momento di un brindisi.

Alla buona vita. E alle buone viti.