Ogni regione d’Italia ha le sue eccellenze in fatto di vini e la splendida Sardegna non è di certo da meno. Scopri la nostro top five dei migliori vini sardi da bere in compagnia, ma anche da solo!

I migliori vini sardi, top five

  1. Cannonau: questo è il vitigno più antico del Mediterraneo. Si pensa erroneamente che sia statoimportato dagli Spagnoli durante il periodo aragonese dell’isola. Al contrario, come dimostrano studi recenti, sono stati i sardi, che navigando in tutto il Mediterraneo, hanno contribuito a diffondere il Cannonau in Spagna. Questo vino si presenta di un bel colore rosse rubino intenso, tendente al granato con l’invecchiamento. Può essere secco, passito e liquoroso dolce. Si abbina molto bene a i brasati, alla selvaggina e alle carni rosse in generale. È perfetto con i formaggi, soprattutto quelli stagionati e saporiti (es. pecorino sardo). Nella versione liquorosa dolce è ideale per accompagnare dessert di pasticceria secca. La temperatura di servizio consigliata è di 16-18°C.
  2. Vermentino di Sardegna: questo è forse il vino bianco sardo più noto. Si presenta di colore giallo paglierino, con riflessi verde chiaro. È molto apprezzato per la sua freschezza e sapidità. Si abbina molto bene ai piatti di pescato, di molluschi, al pesce alla griglia, al polpo e ai crostacei, ma anche ai formaggi freschi e ai salumi. È perfetto anche con le carni bianche (pollo, tacchino e coniglio), i risotti, le frittate e le preparazioni a base di funghi! La temperatura di servizio suggerita per il Vermentino di Sardegna è di 8-10°C
  3. Nuragus: insieme al Vermentino di Sardegna è tra i vini bianchi prodotto in maggiore quantità. Le origini di questo vitigno sono talmente antiche da far pensare che sia autoctono. Si presenta di colore paglierino tenue, con riflessi verdolini. Per via della sua naturale frizzantezza (dalla spuma delicata) viene apprezzato soprattutto come aperitivo e come vino da pesce. La temperatura di servizio consigliata è di 8-10°C.
  4. Malvasia di Bosa: questo vitigno ha una lunga storia e secondo la maggior parte degli studiosi sarebbe originario della Grecia. Il vino si presenta di un bel colore giallo paglierino tendente al dorato e la sua produzione è consentita solo nelle province di Nuoro e Oristano. Ne esistono 4 tipologie: amabile o dolce, riserva, spumante e passito. È perfetto con la pasticceria secca o le torte di mele, ma anche con formaggi piccanti o erborinati. La temperatura consigliata è di 18°C.
  5. Vernaccia di Oristano: questo vitigno è molto antico e il vino che si ottiene è molto particolare. Dopo la spremitura e la fermentazione naturale, infatti, il vino è trasferito in botti di legno (rovere o castagno), riempite per il 75-80% della loro capienza. In queste condizioni (e quindi in presenza di ossigeno), sulla superficie del vino si forma una sorta di velo, che è costituito da lieviti Flor, principalmente Saccaromyces cerevisiae (lievito di birra). Raggiunto un determinato spessore, il velo scende in profondità e si deposita sul fondo della botte, rendendo il vino limpido e dal colore meno intenso. La Vernaccia di Oristano si presenta di colore giallo ambrato, con un profumo molto intenso di mandorle o nocciole tostate, fico secco, miele amaro e scorze di arancia. La temperatura di servizio consigliata è tra i 10°C e i 12°C. È il compagno ideale di secondi piatti di pesce di mare dal sapore deciso come il salmone affumicato, la bottarga, il pesce azzurro e le zuppe di pesce speziate. Ne esiste anche una versione dolce, che è perfetta per accompagnare la pasticceria secca, soprattutto a base di mandorle.