Azienda Agricola Barracco

Intervista all’Azienda Agricola Barracco, in armonia con la Natura

Un’azienda a Mazara del Vallo in provincia di Trapani

Oggi siamo a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, insieme all’Azienda Agricola Barracco, nata dall’unione di due famiglie, la famiglia Maiale e Barracco. Oggi l’azienda è gestita da Francesca Barracco insieme ai nipoti ed è gestita dal figlio Roberto, che nel 2012 si è trasferito da Milano, dove svolgeva la professione di avvocato per occuparsi dei vigneti di famiglia.

La passione per il vino ha spinto Roberto a riprendere l’antica tradizione familiare di vinificazione non più esercitata da molti decenni. Ma la svolta arriva nel 2017, con l’incontro dell’agronomo Ennio Gugliotta, che segna l’avvento dell’azienda nel mondo del vino naturale. Le idee di Roberto, sul vino che vorrebbe, sono molto chiare. Un vino che sia in armonia con la natura, un vigneto coltivato nel pieno rispetto della stessa, un prodotto, che sia espressione diretta di una terra, di una pianta e di un clima.  

Al momento – come ci racconta Roberto – produciamo 4 etichette: un bianco, un orange e due rossi. Il bianco, che si chiama semplicemente Cataratto (nelle diverse vendemmie, la prima è la 2018), è vinificato con le omonime uve di due particelle, una con piante di circa 25-30 e un’altra di 50-60 anni vendemmiate solitamente tra la terza/quarta settimana di agosto e la prima settimana di settembre. Cataratto in purezza, vinificato in tini di acciaio. L’orange wine viene realizzato sempre con uve Cataratto al 100% con una macerazione delle bucce, che è differente a seconda dell’annata. Nel 2017 sono bastati appena due giorni di macerazione, nel 2019 ne sono stati impiegati sei. Dal 2019 l’orange si chiama Ambras, dall’omonimo castello in Austria ad Innsbruck, dove è custodita la più importante collezione di pietre ambre al mondo, il cui colore rispecchia pienamente quello del vino dell’azienda. Per quanto riguarda i rossi, sempre un purezza, si producono un nero d’avola ed un Cabernet Sauvignon. Una curiosità: i rossi sono dedicati a persone della famiglia. In particolare il Nero del Giudice (Nero d’Avola) è dedicato al fratello Giovanni Barracco, che per l’appunto era un magistrato, mentre Guido (Cabernet Sauvignon) è dedicato al marito ed al nipote di Francesca Barracco.

I vini dell’azienda sono espressione diretta del territorio su cui insistono i vigneti. E ciò è anche il motivo per il quale si utilizzano solo i tini di acciaio, senza cioè l’utilizzo di altri sistemi di affinamento del vino (eccezion fatta per Guido 2018 che ha fatto un passaggio durato circa 4 mesi in botte grande da 28 ettolitri). La sapidità dei vini rispecchia in modo fedele e diretto il territorio da cui provengono. In modo particolare il Cabernet Sauvignon è prettamente un vino territoriale e non varietale, che spiazza il bevitore, che dimentica i tratti tipici del vitigno internazionale, per abbracciare il territorio da cui è prodotto.

Se il loro vino di punta fosse una persona (Guido), Roberto non ha dubbi: sarebbe semplice, genuino, coerente, di carattere, ma anche estroso.

Grazie all’Azienda Agricola Barracco per questa piacevole chiacchierata.