La Barbera d’Asti secondo Carussin

Questa volta vi porto in Piemonte nella zona del Monferrato Astigiano. Sulle colline di San Marzano Oliveto, comune che si trova tra Nizza Monferrato e Canelli, sorge l’Azienda Agricola Carussin, fondata nel 1927 da Maggiore Ferro che acquistò una cascina con 4 ettari di terreno.

Il nome deriva dal soprannome che diedero a quell’uomo che arrivò dal vicino paese di Calosso. Infatti Carussin in dialetto significa proprio Calossese. L’azienda è poi stata tramandata e ampliata di generazione in generazione arrivando fino ai giorni nostri, quando Bruna Ferro ne ha ereditato la guida dai genitori.

Attualmente Carussin comprende 13 ettari di vigneti, soprattutto Barbera e Moscato, ed è gestita da Bruna, suo marito Luigi Garberoglio e dai figli Luca e Matteo. All’interno dell’azienda viene coltivato anche orzo e sono presenti quasi 7 ettari di bosco. Carussin però, nonostante la produzione di vino sia quella più importante, è molto di più di una semplice cantina.

Luca produce birra artigianale con il suo birrificio Clan!Destino? utilizzando l’orzo da lui coltivato, mentre Matteo gestiva Grappolo contro Luppolo, un agribar dove poter mangiare cibi genuini in abbinamento a vini e birre selezionate. L’azienda conta anche una decina di asini allevati con amore da Bruna e che fanno parte di una fattoria didattica chiamata Asinoi.

Però per me Carussin è prima di tutto una fantastica famiglia fatta di persone stupende, umili e con un cuore gigantesco. Hanno una passione fortissima per quello che fanno e un grande rispetto per la natura e per il loro territorio. Attualmente la famiglia si è allargata grazie a Elisabetta, compagna di Luca, e Giorgia, moglie di Matteo, che nel settembre scorso ha dato alla luce la piccola Iris Freisa dando il via a una nuova generazione Carussin. Quello che vi consiglio è di andarli a trovare in azienda e di lasciarvi stupire dalla loro semplicità e dalla loro accoglienza. Sono sicuro che sapranno conquistarvi.

Ora passiamo a questo Lia Vì 2017 che l’azienda Agricola Carussin definisce “la caratteristica Barbera d’Asti giovane, intensa e goduriosa”. Io non posso che essere d’accordo con loro. Le uve provengono da un singolo vigneto piantato nel 1981 e coltivate secondo i principi dell’agricoltura biodinamica. Dopo una vendemmia rigorosamente manuale gli acini subiscono una pressatura soffice a cui segue una fermentazione spontanea in acciaio e una lunga macerazione con costanti rimontaggi giornalieri.

Infine il vino matura qualche mese, generalmente tra 3 e 6, in vasche di cemento. Il nome di questo vino deriva dagli studi fatti sui nidi che continuamente venivano trovati nel vigneto durante la potatura. A seguito della ricerca hanno capito che si trattava di un uccello migratore il cui nome tecnico è Muscicapa Parva, in dialetto piemontese però viene chiamato Lia Vì.

Come già anticipato è una Barbera fresca e gioiosa che ti conquista immediatamente. Un vino dalla beva semplice ma coinvolgente e mai banale. Con delicatezza occupa ogni spazio della bocca e successivamente si lascia andare a uno scorrere agile e incalzante. Durante ogni sorso è un continuo susseguirsi di piccoli frutti di bosco e arancia rossa, fiori e spezie, erbette aromatiche e piacevoli sensazioni terrose.

Chiude con un retrogusto leggermente ematico che richiama subito un altro sorso. Questa sua apparente semplicità lo rende irresistibile ma in realtà è un vino complesso e munito di temperamento. È una Barbera che si concede immediatamente mostrando tutta la sua bontà ma che si arricchisce continuamente di nuove sfumature.

Questo secondo me è un vino che assomiglia tanto a Bruna e alla sua famiglia. Hanno in comune l’umiltà, la spontaneità e il forte carattere che li contraddistingue. Ma soprattutto una bontà a dir poco irresistibile che vi farà innamorare immediatamente del vino, così come di queste bellissime persone.