Cosa più di una polenta taragna può farci pensare alla bruma autunnale e al piacere di condividere una tavola bella e buona?

Provate a immaginare una bottiglia di Sfursat Valtellina DOCG di Nino Negri, alla lisergia delle sue note, al suo sapore pieno e robusto, al profumo della prima legna che scoppietta nelle case, alle serate che non dovrebbero finire mai. Provate adesso a immaginare anche un tagliere coperto di taragna geloso del suo cuore di burro e casera. Non so voi, ma io non riesco a immaginare autunni più belli.

Già al tatto la farina mista di granoturco e grano saraceno è uno degli antistress più potenti che esistano, che se si potesse mi ci farei uno scrub totale; è ruvida e selvatica, rustica e croccante, una cosa veramente bella. Poi pensi al burro, tanto, al casera, tantissimo, allo Sfursat, che gli dei benedicano la Valtellina.

Insomma, mi sono follemente taragnata. Vi lascio qui la ricetta di Sala Cereali – Il Saraceno, che è la farina che ho a casa.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

  • 500 g di farina mista
  • 2 litri d’acqua
  • 150 g di burro
  • 300 g di casera
  • sale q.b.
  1. Per prepararla portate a bollore l’acqua, salate e versate a pioggia la farina, quindi lasciate cuocere per un’oretta mescolando affinché non si formino grumi e non si attacchi. Preparare la polenta è un allenamento che verrà ampiamente ricompensato, sì.
  2. A fine cottura, spegnete il fuoco, tanto la temperatura è praticamente quella dei nove anelli che furono dati agli Uomini, sette ai signori dei Nani e tre alla razza degli Elfi, e aggiungete il burro e il casera.
  3. Rimescolate e quando sarà tutto fuso, impiattate o versate su un ampio tagliere di legno.

La polenta taragna è pronta, avete tutto il diritto di taragnarvi follemente anche voi.

Se siete buongustai come me, potete accompagnarla con umido di selvaggina, una salsa zola e noci, funghi, altri formaggi perché il cuore di qualcosa dovrà pur fermarsi.

Adesso versate lo Sfursat e brindate a qualcosa di bello.

Il momento è perfetto.