martedì, Giugno 18, 2024
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Il pane di Altamura DOP sulla via dell’Unesco: Cia sostiene ma avverte contro le Speculazioni

La candidatura del Pane di Altamura DOP come patrimonio immateriale dell’UNESCO ha suscitato entusiasmo e determinazione tra gli agricoltori italiani della Puglia, in particolare la Confederazione Italiana Agricoltori (CIA). Gennaro Sicolo, Presidente della CIA Puglia e Vice Presidente Nazionale della CIA Agricoltori Italiani, ha dichiarato con forza il sostegno per la valorizzazione globale di questo prodotto iconico del Made in Puglia e del Made in Italy. Tuttavia, in mezzo a questo ottimismo, l’organizzazione agricola esprime preoccupazioni per potenziali abusi post-riconoscimento.

Riconoscimento Unesco per preservare la tradizione del pane di Altamura

Sicolo sottolinea che Altamura è la “città del pane” e dovrebbe continuare a esserlo, utilizzando solo farine ottenute dalla varietà di grano duro specificata dal disciplinare del Pane di Altamura DOP. Questo grano duro è coltivato in una specifica e ben definita area territoriale, in conformità con i regolamenti di produzione approvati dall’Unione Europea.

Ridistribuzione del valore lungo la filiera

Il Presidente della CIA Puglia ribadisce che il territorio della Murgia Barese, già detentore di un importante marchio come il pane di Altamura con denominazione di origine protetta, merita una corretta redistribuzione del valore lungo l’intera filiera. Attualmente, il valore del grano duro destinato alla produzione del pane DOP rappresenta solo il 5-8% del prezzo finale del pane. Sicolo ritiene questa situazione inaccettabile per i due anelli deboli della filiera: i coltivatori di cereali e i consumatori.

Preoccupazioni per il dopo il riconoscimento Unesco

Le preoccupazioni della CIA Puglia si concentrano sulla possibilità che, una volta ottenuto il riconoscimento UNESCO, il Pane di Altamura DOP possa diventare oggetto di dannose speculazioni. L’organizzazione agricola teme che il prestigioso titolo possa essere strumentalizzato a vantaggio di pochi individui, a discapito dei consumatori e dei produttori locali.

In questo contesto, Gennaro Sicolo sottolinea l’importanza di garantire che il valore attribuito al Pane di Altamura DOP raggiunga tutti gli attori della filiera in modo equo. La CIA auspica impegni concreti per assicurare che il riconoscimento UNESCO non si trasformi in un inganno per i consumatori, ma contribuisca effettivamente alla valorizzazione e alla tutela di un patrimonio così prezioso per la Puglia e l’Italia.

Bilanciare il riconoscimento e il benessere dei consumatori

In conclusione, il sostegno della CIA alla candidatura del Pane di Altamura DOP per l’UNESCO è indiscusso, ma l’organizzazione avverte contro potenziali abusi che potrebbero compromettere l’integrità di questo prestigioso riconoscimento. La sfida ora è garantire che questo significativo passo nella valorizzazione del patrimonio culturale italiano sia un beneficio duraturo per l’intera comunità, evitando che diventi uno strumento per il vantaggio di pochi privilegiati.

La strada verso il riconoscimento UNESCO è senza dubbio una tappa significativa per il Pane di Altamura DOP, rappresentando un riconoscimento globale della sua importanza culturale e storica. Tuttavia, assicurare che questo riconoscimento si traduca in benefici tangibili per tutti gli interessati richiede uno sforzo collettivo per evitare eventuali sfruttamenti indebiti di questo tesoro culturale.

Un appello per una valorizzazione responsabile

Gennaro Sicolo e la CIA Puglia chiedono una valorizzazione responsabile che dia priorità agli interessi dei coltivatori locali e dei consumatori. Incoraggiano gli interessati a collaborare nella creazione di meccanismi che garantiscano la distribuzione equa del valore generato dal riconoscimento UNESCO.

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