lunedì, Maggio 27, 2024
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Pesca a strascico, questa novità non è passata inosservata: disastro o mossa di marketing?

Pesca a strascico e granchi blu, ci sono molteplici fattori ed elementi da valutare. Disastro ambientale o mossa di marketing?

Il granchio azzurro nel Mediterraneo: un invasore senza paragoni

Con le sue zampe sinuose e le chele azzurre, impreziosite da sfumature rosse sulle estremità, il granchio blu si presenta come una creatura aliena, un invasore implacabile che sta conquistando il mar Mediterraneo, un predatore spietato senza rivali, capace di sconvolgere l’intero ecosistema. Questa era la rappresentazione fornita in un opuscolo informativo pubblicato sul sito dell’Ispra, l’istituto superiore per la tutela e la ricerca ambientale, nel 2021.

L’invasione del granchio azzurro

Due anni dopo, il Callinectes sapidus è finito in prima pagina sui giornali e nell’agenda del governo italiano: questi granchi azzurri, originari delle coste atlantiche americane, hanno fatto il loro ingresso nel Mediterraneo. Sebbene fossero già presenti da tempo, la loro presenza si è intensificata negli ultimi mesi, specialmente lungo le coste italiane. In particolare, si sono diffusi nelle aree vicino alle foci dei fiumi e alle lagune costiere, e questa specie è in grado di riprodursi in modo esponenziale, con ogni esemplare femmina capace di depositare da 700 mila a 2 milioni di uova.

Pesca strascico marketing
Pesca strascico marketing

Le conseguenze della presenza del granchio azzurro

La presenza del granchio azzurro negli ecosistemi marini non è priva di conseguenze. Questa specie si nutre principalmente di cozze, vongole, telline e ostriche, oltre a crostacei e piccoli pesci, con una predazione residuale su vermi e meduse. Nelle nostre latitudini, non ci sono predatori in grado di controllarne la diffusione.

Il granchio azzurro può vivere fino a 35 metri di profondità, e la sua proliferazione potrebbe causare danni significativi sia dal punto di vista economico (come il deterioramento delle reti da pesca e delle catture e la possibile predazione su mitili e ostriche) sia ecologico.

La soluzione proposta dal governo

Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha annunciato di aver ottenuto una “deroga” nei tavoli europei che consentirà la “pesca a strascico entro le tre miglia” dalla costa come misura per contrastare la diffusione del granchio azzurro lungo le coste italiane. La pesca a strascico comporta l’uso di reti trainate sul fondale marino da una o più imbarcazioni.

La controversa pesca a strascico

La pesca a strascico dicono gli esperti essere un metodo invasivo e distruttivo degli ecosistemi marini. Danneggia non solo le popolazioni ittiche, ma anche la flora e la fauna marine. Questa pratica coinvolge la cattura di pesci di tutte le dimensioni, impedendo loro di riprodursi e ripopolare le acque.

Inoltre, gli esperti segnalano che danneggia coralli, invertebrati, alghe e piante marine. La pesca a strascico, in breve, ha un impatto preoccupante sui fondali marini ed è vietata nelle vicinanze delle coste, soprattutto entro le tre miglia e a profondità inferiori ai 50 metri, per preservare l’ecosistema marino.

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