Un rosato da uve Aglianico succoso e godurioso

Ci troviamo a Torrecuso, nel Sannio beneventano. Qua, grazie a Ennio Romano e Mena Iannella, sorge la cantina Canlibero. Ennio e Mena provengono da due famiglie di viticoltori e con il tempo iniziano ad appassionarsi ai vini naturali. Questo amore cresce sempre di più, fino a quando nel 2011 decidono di non conferire più le uve e di iniziare a produrre il loro vino, iniziando a vinificare pochissime bottiglie nella cantina del nonno di Mena.

I vigneti si trovano tra i 420 e 470 metri di altitudine all’interno del parco nazionale del Taburno. Sono 2 gli ettari di proprietà, perlopiù si tratta di micro-parcelle. L’unica vigna importante si trova in località Turrumpiso, che dà anche il nome al rosso prodotto con queste uve, con viti di Aglianico con oltre 50 anni di età.

In vigna seguono i principi dell’agricoltura biologica, quindi nessuna sostanza chimica di sintesi. Gli unici trattamenti sono a base di rame e zolfo e inoltre utilizzano qualche preparato biodinamico. In cantina solo fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, nessuna chiarifica o filtrazione e nessuna aggiunta di anidride solforosa. Una piccola curiosità è che nelle etichette troverete sempre il loro cane Brando rigorosamente senza guinzaglio, quasi a simboleggiare la libertà con cui è stato prodotto ogni vino. L’intento di Ennio e Mena è quello di emozionare ma anche di far trasparire la loro personalità.

Per la produzione di questo rosato le uve vengono prima di tutto vendemmiate a mano e selezionate attentamente, poi pigiate, diraspate e torchiate. La fermentazione spontanea avviene in contenitori di acciaio. Al termine di questa segue un affinamento di 10 mesi in tonneaux di castagno e di 3 mesi in acciaio. Prima di essere imbottigliato il vino non subisce nessuna filtrazione, stabilizzazione o chiarifica e non viene aggiunta neanche una minima parte di anidride solforosa.

Questo è un rosato che mi ha stupito fin dal primo sorso. Pieno, goloso ma anche delicato ed elegante. Unisce il fascino della maturità a una bella spensieratezza. In bocca entra agile e vivace occupando delicatamente ogni spazio a disposizione. Poi si lascia andare a uno scorrere leggiadro dando l’impressione di non poggiarsi neanche sulla lingua. È come una dolce carezza che attraversa la bocca portando con sé succose sensazioni di piccoli frutti rossi croccanti e di arancia rossa, per poi chiudere con note balsamiche e sanguigne. In un vino così non poteva certo mancare la componente minerale. Infatti ogni sorso lascia in eredità una bellissima percezione salata che regala una salivazione densa e sinuosa. Una beva semplice e agile lo rende ancor più irresistibile.

Un rosato incredibilmente buono, al pari delle altre etichette di Canlibero che adoro e che vi consiglio vivamente di provare. Si può sicuramente dire che Ennio e Mena sono riusciti nell’intento di emozionare con i loro vini. Continuate così.