Poggio Cagnano

Intervista a Poggio Cagnano nel cuore della Maremma

Un terroir unico per vini d’eccellenza

Oggi siamo a Manciano, in provincia di Grosseto, nel cuore della Maremma Toscana. Qui, tra il Monte Amiata e il mare dell’Argentario, a 500 metri di altezza, sorge Poggio Cagnano. La cantina è nata una quindicina di anni fa, da un progetto di Alessandro e suo padre Pietro Gobbetti.

Come ci racconta Alessandro: “Una forte passione per il mondo del vino e per questo territorio unico della Maremma Toscana ci ha spinti a buttarci in un’avventura davvero sfidante, ma che ci sta dando delle belle soddisfazioni. Il podere era abbandonato da 30 anni, abbiamo iniziato con la sistemazione del vecchio uliveto di 5 ettari, che oggi produce un olio molto apprezzato, per poi dedicarci all’impianto del primo ettaro di vigneto sulla sommità del colle. Con persistenza e tenacia, su un terreno caratterizzato da pendenze estreme che rendono ogni operazione ancora più difficile, si è arrivati ad avere circa 2 ettari di vigneto. L’obiettivo è di creare vini di qualità su piccola scala e il mercato pare apprezzare i risultati raggiunti fino ad ora. In un contesto rigorosamente improntato su natura e biodiversità, decisamente mediterraneo con boschi di querce e ulivi, oggi sperimentiamo anche il cemento, l’anfora e la botte”.

È una realtà in divenire, quella di Poggio Cagnano, con un terroir davvero unico nel suo genere, caratterizzato dalle pendenze estreme e dalla roccia arenaria, che conferisce ai vini una spiccata mineralità. “Le nostre vigne – come ci spiega Alessandro – danno origine a uve rosse destinate alla produzione di due uvaggi Maremma Toscana DOC, di Sangiovese in purezza e di Rosè e uve bianche per la produzione di Vermentino. Gli ultimi nati sono due Ancestrali, uno Bianco a base di Vermentino – solo 1000 bottiglie prodotte –  e un Rosato a base di Sangiovese, che restano sulle bucce per 2 o 3 ore e poi rifermentano in bottiglia. Il metodo Ancestrale prevede che la seconda fermentazione avvenga in bottiglia e non in vasca; la temperatura viene abbassata per bloccare la fermentazione: il mosto parzialmente fermentato, e quindi con ancora zuccherino, continua il suo processo in bottiglia senza l’aggiunta di altri zuccheri e lieviti. Alla fine non si effettua la sboccatura e dunque il vino risulta spesso torbido. Non a caso questi vini vengono definiti con il fondo. I lieviti qui accentuano il sentore di crosta di pane tipico degli spumanti, sono il nostro ultimo esperimento”.

Se il loro vino di punta fosse una persona (Altaripa) Alessandro non ha dubbi, sarebbe una persona elegante, raffinata e di grande intensità. Una persona speciale e piacevole, insomma!

Grazie alla Cantina Poggio Cagnano per questa bella chiacchierata!