Il “Re della Puglia”

Trascorrendo le vacanze in Puglia da anni, da tempi immemori e antecedenti il mio percorso da sommelier e soprattutto da bevitore più “attento” o quantomeno più selettivo, ho sempre apprezzato il Primitivo di Manduria, forse per la facilità di beva per un palato non troppo allenato o forse per il potenziale prima “rallegrante” e poi piacevolmente soporifero che lo rendeva il vino ideale per le cene di vacanza, salvo poi crescere e variare come spesso accade i propri gusti e il proprio palato.

Dopo averne sondati tanti, finalmente mi imbatto in un Primitivo di Manduria non stucchevole e, mi si conceda la licenza, non “marmellatoso”: “Acini SpargoliRiserva di Bruno Garofano, enologo di origini avellinesi e vera e propria istituzione dell’ enologia in Puglia dove è ormai trapiantato da decenni.

Ho deciso di coniare questo termine per indicare quella caratteristica riscontrata in tanti Primitivi di Manduria, dove il frutto e il residuo zuccherino si spalmano sul palato conferendogli una sensazione appunto di marmellata, rendendone la beva stancante. “Acini Spargoli” si sottrae a questa peculiarità, per me negativa (può tuttavia essere uno degli aspetti che attrae una fetta di consumatori dal palato volto ad apprezzare la morbidezza come aspetto preponderante di un vino).

L’aspetto del vino è imponente, con il colore rubino scurissimo, impenetrabile, nel calice si muove ovviamente compatto e pesante, mettendo in mostra tutta l’opulenza del vitigno.

Il naso però mostra un’inattesa eleganza nell’alternanza di frutta matura (soprattutto evidente prugna e ciliegie) e spezie dolci quali cacao e tabacco. Il legno è ben dosato con un affinamento in botte grande di terzo e quarto passaggio per due anni per la versione Riserva, oltre a un cospicuo periodo di riposo in vetro. Ogni fase della produzione ricalca una filosofia poco invasiva e rispettosa del terroir e del vitigno, troppo spesso prevaricato dal legno, a mio avviso, nei suoi “relativi concorrenti”, anche blasonati.

Il sorso è setoso, appagante, ti riempie la bocca e ciò che colpisce è l’integrazione perfetta dell’alcol nella struttura mastodontica di questo vino da ben 17° di vol. alcolico, che a malapena determinano un piacevole calore in fase di deglutizione. Il tannino è docile, ma da equilibrio e il finale è lungo e nella memoria rilascia ancora piacevoli note di cioccolato e di erbe, oltre all’immancabile ciliegia matura e succosa.

Il Primitivo di Manduria Acini SpargoliRiserva 2015 di Antico Palmento è perfetto con il ragù di quelli seri, grassi e carichi, oppure con del cioccolato fondente di qualità.

Le Nostre Considerazioni

Profumi7
Gusto7
Equilibrio6
Persistenza6.5
Longevità6
Rapporto Qualità Prezzo5.5

Giudizio Finale di Vinos.it su questo Vino

6.3