mercoledì, Luglio 24, 2024
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Qual è la differenza tra IGT e IGP?

L’enogastronomia italiana rappresenta uno dei tesori più preziosi del nostro paese. Ogni regione, città o piccolo borgo, ha la propria tradizione culinaria e il proprio patrimonio enologico. Grazie alle indicazioni geografiche, è possibile identificare e garantire l’origine dei prodotti, tutelando così il patrimonio agroalimentare italiano.

Ma qual è la differenza tra Indicazione Geografica Tipica (IGT) e Indicazione Geografica Protetta (IGP)? In questo articolo, cercheremo di fornire una panoramica su queste due importanti certificazioni che identificano la qualità dei prodotti enogastronomici italiani.

Partiamo dalla definizione di Indicazione Geografica Tipica (IGT). Questa certificazione si riferisce ai prodotti agroalimentari che hanno una forte relazione con il territorio di produzione, ma non soddisfano tutti i requisiti richiesti per ottenere l’Indicazione Geografica Protetta (IGP) o la Denominazione di Origine Protetta (DOP).

Per ottenere l’IGT, i produttori devono rispettare determinati standard qualitativi e di produzione, ma hanno maggiore libertà nella scelta delle varietà di uva o di altri ingredienti, rispetto alle indicazioni geografiche più restrittive.

Ad esempio, un vino IGT può essere prodotto utilizzando uve provenienti da diverse regioni, ma deve essere vinificato in una specifica zona geografica. In questo modo, la certificazione IGT garantisce l’origine del prodotto e la qualità del processo produttivo, senza limitare troppo la creatività dei produttori.

Passiamo ora all’Indicazione Geografica Protetta (IGP). Questa certificazione identifica i prodotti agroalimentari che sono strettamente legati al territorio di produzione e che hanno una qualità superiore rispetto ai prodotti non certificati.

Per ottenere l’IGP, i produttori devono rispettare rigidi standard qualitativi e di produzione, che sono definiti in base alla zona geografica di provenienza. Inoltre, i produttori devono utilizzare materie prime di qualità superiore e seguire precise tecniche di lavorazione.

Ad esempio, un formaggio IGP deve essere prodotto utilizzando latte di animali allevati in una specifica zona geografica e seguendo una ricetta tradizionale. In questo modo, la certificazione IGP garantisce l’origine del prodotto e la qualità degli ingredienti e del processo produttivo.

In sintesi, la differenza principale tra IGT e IGP è la rigidità dei requisiti richiesti per ottenere la certificazione. L’IGT è più flessibile e permette ai produttori di utilizzare varietà di uve o di altri ingredienti provenienti da diverse regioni, mentre l’IGP richiede l’utilizzo di materie prime e tecniche di lavorazione specifiche della zona di produzione.

Va detto che entrambe le certificazioni sono importanti perché garantiscono l’origine dei prodotti e la qualità del processo produttivo. Inoltre, le indicazioni geografiche contribuiscono alla valorizzazione del patrimonio agroalimentare italiano e alla tutela dei produttori locali.

Infine, è importante sottolineare che l’IGT e l’IGP non sono le uniche certificazioni che identificano la qualità dei prodotti agroalimentari italiani. Esistono anche altre certificazioni, come la Denominazione di Origine Protetta (DOP), che garantisce l’origine geografica e la qualità superiore dei prodotti.

In conclusione, le indicazioni geografiche sono uno strumento importante per tutelare il patrimonio agroalimentare italiano e garantire la qualità dei prodotti enogastronomici. La differenza tra IGT e IGP risiede nella rigidità dei requisiti richiesti per ottenere la certificazione, ma entrambe le certificazioni sono importanti per valorizzare il territorio di produzione e la tradizione culinaria italiana.

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