vino Malvasia caratteristiche prezzo abbinamenti

Ti presento il vino Malvasia, dalla Grecia a Venezia

Il vino Malvasia appartiene a una grande famiglia di vitigni diversi. Non a caso si sente spesso palare di Malvasie. Devo confessare che mi sono letteralmente innamorata di questo vino,…

Il vino Malvasia appartiene a una grande famiglia di vitigni diversi. Non a caso si sente spesso palare di Malvasie. Devo confessare che mi sono letteralmente innamorata di questo vino, soprattutto nella versione dolce. Con la pasticceria secca, in modo particolare se è a base di mandorle, è la morte sua!

Vino Malvasia, le origini leggendarie

La Malvasia ha un’origine molto antica. I primi a produrre questo tipo di vino liquoroso, dal sapore dolce e aromatico, furono i Greci, con la tecnica dell’appassimento delle uve al sole. Dobbiamo ringraziare gli instancabili mercanti Veneziani se conosciamo questo vino. All’inizio del XV secolo, infatti, quando occuparono il Peloponneso, iniziarono a importarlo dalla città di Monemvasia, che per assonanza con il nome greco fu ribattezzata dai Veneziani “Malvasia“. Il vino ebbe un tale successo, da spingere i Veneziani, oltre ad aprire numerose osterie consacrate al consumo di questo vino (chiamate Malvase!) a promuovere la coltivazione di questo vitigno a Creta. Quando i Turchi conquistarono l’isola nel 1570 pensarono di estendere la coltivazione in altre regioni e nel 1600 iniziò la produzione di vini Malvasia in varie regioni d’Italia.

Oggi si contano ben 17 varietà appartenenti al gruppo delle Malvasie: Malvasia Bianca, Malvasia Bianca di Basilicata, Malvasia Bianca di Candia, Malvasia Bianca lunga, Malvasia del Lazio, Malvasia di Candia aromatica, Malvasia di Casorzo, Malvasia di Lipari, Malvasia di Sardegna, Malvasia di Schierano, Malvasia istriana, Malvasia Nera lunga, Malvasia Nera di Basilicata, Malvasia Nera di Brindisi, Malvasia Nera di Lecce e Malvasia Rosa. Nonostante vengano usate uve con caratteristiche organolettiche e morfologiche molto diverse per la produzione dei vini Malvasia, tutti hanno qualcosa in comune: un elevato residuo zuccherino e un intenso aroma di muschio e albicocca.

Vino Malvasia bianca

La Malvasia bianca, di un bel colore giallo paglierino, può essere sia secca che dolce o passita. La versione ferma e secca va servita a una temperatura di 10° C. Per la versione dolce o passita si consiglia una temperatura di servizio di 8° C. In entrambi i casi la bottiglia va stappata mezz’ora prima della degustazione per favorire l’ossigenazione. Le Malvasie bianche secche sono ideali per accompagnare l’aperitivo o i primi piatti, quelle dolci per accompagnare torte, crostate e pasticceria con creme. Le Malvasie passite si sposano perfettamente con la piccola pasticceria secca.

Vino Malvasia nera

Le Malvasie nere sono meno aromatiche di quelle bianche e solitamente si presentano di colore rosso rubino. Nella versione secca la Malvasia nera va degustata una temperatura di circa 18° C, mentre nella versione passita a una temperatura di 12-14° C.

Vino Malvasia rosa

La Malvasia rosa è frutto di un vitigno a bacca rosa, ricavato dal prof. Fregoni tramite una mutazione gemmaria della Malvasia di Candia aromatica. Questo vino, prodotto soprattutto nel Piacentino, può essere sia fermo che frizzante. Si presenta di colore rosa tenue e ha un sapore fresco e delicato. È ottimo come aperitivo.

Vi suggeriamo di provare la Malvasia passita della cantina Cataldo Calabretta!