Vin brulè valdaostano

Perché si chiama vin brulè e quale vino rosso usare

Parafrasando una vecchia pubblicità… che autunno sarebbe se non ci fosse il vin brulè? Senza dubbio, meno felice! Questa bevanda, chiamata anche vin chaud (vino caldo in francese), ha origini molto…

Parafrasando una vecchia pubblicità… che autunno sarebbe se non ci fosse il vin brulè? Senza dubbio, meno felice! Questa bevanda, chiamata anche vin chaud (vino caldo in francese), ha origini molto antiche e vanta proprietà riscaldanti e corroboranti. Inoltre, grazie all’ebollizione prolungata, ha una gradazione alcolica molto bassa. Il nome “vin brulé” significa “vino bruciato” e deriva dal dialetto francese valdostano.

Come fare il vin brulè

Il vin brulè si prepara molto facilmente. Il vino migliore per realizzare un’ottima bevanda è il Sangiovese.

Ingredienti

  • 1 litro di vino rosso
  • 5-6 cucchiai di zucchero
  • 2 arance
  • 5 chiodi di garofano
  • 2 stecche di cannella
  • 1 anice stellato
  • 1 grattugiata di noce moscata

Preparazione

  1. Sbucciate le arance senza prendere la parte bianca e mettete le scorze in una pentola in cui avrete messo precedentemente lo zucchero.
  2. Aggiungete la cannella, i chiodi di garofano, l’anice stellato e la noce moscata.
  3. Versate il vino mescolando così da far iniziare a sciogliere lo zucchero.
  4. Ponete su una fiamma media e portate a bollore, quindi lasciate bollire per 5 minuti.
  5. A questo punto flambate il vino e lasciate che la fiamma in superficie si spenga da sola.
  6. Filtrate il vin brulè così ottenuto e servite bollente aggiungendo se vi va una fetta d’arancia nella tazza o nel bicchiere.

Con cosa accompagnare il vin brulè? Sono perfetti dei ginger bread, dei biscotti di frolla cannella e cioccolato, uno strudel e tutti i dolci invernali ricchi di spezie e frutta, secca o fresca.