Arriva? Non arriva? Non vediamo l’ora che arrivi la primavera e invece pare che nei prossimi giorni Burian tornerà a farci una veloce visita. Ma noi non ci pensiamo e per accogliere la signora più sbarazzina e frou frou di tutto l’anno, oggi vi raccontiamo di un vino particolarissimo: il vino alle primule.

Che i fiori e le erbe siano custodi di rimedi millenari e di portentose virtù ormai lo sappiamo tutti, ma spesso ci sfuggono tutti i benefici che possono offrirci singolarmente. Gironzolando qua e là per il web mi sono imbattuta in una storia curiosissima e oggi ho scelto di riportarvela perché ci sono tradizioni meravigliose da tramandare e ricette antiche bellissime da conoscere.

Il vino alle primule, come dice il suo stesso nome, è un vino bianco in cui vengono fatte macerare le primule, fiori ampiamente usati in tutta Europa sia in cucina che in pasticceria. Vengono anche utilizzate per evitare l’inacidimento della birra, per realizzare un dolcissimo liquore al miele o per migliorare il bouquet del vino. Ma hanno anche un’altra grandissima proprietà: migliorare la circolazione sanguigna. Da qui, questo vino che, bevuto in modiche quantità, a mo’ di sciroppo, può essere un ottimo coadiuvante naturale.

Ma come si prepara il vino alle primule?

Lascio la parola direttamente a una testimonianza tradizionale che la racconta molto meglio di me.

 “Prendete 24 litri d’acqua, 12 libbre di zucchero, il sugo di 6 limoni, il bianco di 4 uova, sbattete il tutto vivamente, versate in una caldaia facendo poi bollire per mezz’ora schiumando accuratamente; prendete quindi uno staio di fiori di Primula veris se freschi, oppure mezzo staio se già secchi e metteteli in un bacile con le bucce dei 6 limoni, versandovi sopra il liquido bollente. Rimescolate con cura; allorché il tutto sarà raffreddato, aggiungete una sottile fetta di pane abbrustolito spalmata di lievito; lasciate macerare per 3 giorni; se prima di guastarsi aggiungete 6 once di sciroppo di limone ed un quarto di vino dei Reno, avrete fatto un eccellente complemento. Il terzo giorno filtrate attraverso un panno di flanella versando il tutto in una botticella che lascerete aperta per 2 o 3 giorni allo scopo di osservare se la macerazione si compia regolarmente, dopo di che rinchiuderete con cura”.

Vi ho incuriosito? Se lo preparate, raccontateci tutto e invitateci!

Buon weekend, in attesa della primavera.