Vino biologico e vino naturale non sono la stessa cosa

Quest’articolo nasce dalla constatazione che moltissime persone, compresi esperti degustatori, sommelier ed enologi, confondono ancora queste due tipologie di vino. Più avanti cercherò di spiegarvi quali sono le sostanziali differenze tra i vini biologici e naturali. Per comodità e per cercare di essere più chiaro dividerò il discorso seguendo le fasi che costituiscono la produzione di un vino, quindi la vigna e la cantina.

Tutti i vini naturali sono biologici

ma non tutti i vini biologici

sono naturali.

La vigna

I principi dell’agricoltura biologica esistono da tempi lontanissimi e in passato era l’unica praticabile, almeno fino a quando l’industria enologica non ha iniziato a immettere sul mercato prodotti chimici di sintesi in grado di aiutare gli agricoltori che, in numero sempre maggiore, hanno cominciato a utilizzarli. Inizialmente i pro sembravano più numerosi dei contro ma con il passare del tempo in tanti si sono resi conto che qualcosa non andava. Infatti lavorando in questo modo i suoli si impoverivano sempre di più e le piante non riuscivano ad assimilare i nutrienti necessari al loro fabbisogno. Allora si è passati ai concimi chimici, soprattutto a base di sali, costringendo così le viti ad assorbire una quantità di acqua maggiore rispetto a quella necessaria. Visto che le piante non riuscivano a liberarsi autonomamente di questi liquidi in eccesso, la natura ha mandato in loro soccorso alcuni funghi per poterli assorbire. A questo punto però servivano altre sostanze di sintesi per combattere questi organismi. In pratica un circolo vizioso infinito.

La viticoltura biologica, così come quella naturale, mira a eliminare l’uso di tutte quelle sostanze chimiche di sintesi. Questo vuol dire niente diserbanti, fungicidi, pesticidi, anticrittogamici e fertilizzanti sintetici. Gli unici trattamenti ammessi sono a base di piante oppure di rame e zolfo. Il loro scopo è quello di proteggere le piante da malattie e parassiti ma allo stesso tempo di salvaguardare la vita dei suoli.

Le pratiche in vigna dei vini biologici quindi seguono gli stessi principi di quelli naturali e questa è l’unica fase che accomuna sempre questi due tipologie di prodotto. Ma, come vedremo nel prossimo capitolo, la stessa cosa non vale per la parte in cantina.

I lavori in cantina

Nel 2012 la Comunità Europea ha varato un disciplinare enologico per il vino biologico. Le aziende che seguono queste linee guida e che sono certificate da un organismo riconosciuto possono scrivere in etichetta Vino Biologico e accompagnare questa dicitura con il famoso marchio. Questo disciplinare era atteso da tempo perchè fino a quel momento si parlava solo di vino “prodotto con uve da agricoltura biologica”. Però questo disciplinare ha lasciato molti produttori con l’amaro in bocca. Il motivo è che loro speravano che al suo interno fossero vietati la maggior parte degli additivi enologici molto in voga tra i produttori convenzionali. Infatti per produrre un vino biologico si possono utilizzare lieviti industriali, gomma arabica, colla di pesce, tannini enologici, caseina, acido tartarico, albuminia d’uovo, trucioli di quercia, ecc. Questi sono solo alcuni tra i tanti prodotti concessi nella produzione di un vino biologico. Ovviamente sono permesse anche filtrazioni, stabilizzazioni, chiarifiche, osmosi inversa e altre pratiche piuttosto invasive.

Come vi avevo spiegato nell’articolo su cosa sono i vini naturali, durante le fasi in cantina non è consentito l’utilizzo di nessun additivo enologico se si vuole produrre un vino naturale. Sono permesse solo bassissime quantità di anidride solforosa. Anche quest’ultima è normata dal disciplinare del vino biologico ma le dosi permesse sono più alte (vini rossi max 100 mg/l, vini bianchi 150 mg/l) rispetto ai vini naturali.

Per maggiori informazioni vi rimando al disciplinare di vinificazione del vino biologico.

Quando trovate un vino certificato biologico sapete che un organismo riconosciuto vi garantisce che per la sua produzione non sono state utilizzate sostanze chimiche di sintesi in vigna ma non vi dice nulla su come sia stato vinificato. Questo è anche il motivo che spinge molti produttori naturali a scegliere di non avere una certificazione biologica.

Spero che dopo aver letto questo articolo vi siano più chiare le enormi differenze che molto spesso ci sono tra i vini naturali e quelli biologici. Con la speranza che ci sia sempre meno confusione a riguardo.