Il vino rosè è perfetto per l’estate, ma non solo!

Durante l’estate il vino rosato vive un momento di grande popolarità, complice la sua gradevole freschezza, ma da sempre è vittima di ingiusti pregiudizi. Alcuni credono che sia un vino per “femmine” o che sia un vino da aperitivo tout court. E invece no! I vini rosati sono estremamente versatili e possono risultare piacevoli anche al palato maschile…

Come si fa il vino rosato?

Ti sembrerà strano, ma c’è ancora qualcuno convinto che il rosè si produca semplicemente miscelando del vino bianco con il rosso… orrore, a parte che è vietato dalla Legge. Il vino rosato nasce da uve rosse e si ottiene facendo macerare il mosto (che è di colore trasparente) insieme alle bucce (delle uve rosse) per poco tempo. Se il produttore vuole ottenere un rosè di un colore rosa tenute per 2-4 ore, se invece vuole ottenere un tonalità più carica per 6-7 ore. Molto dipende anche dalle zone di produzione.

Zone di produzione del vino rosato

I vini rosati si possono trovare in quasi tutte le regioni d’Italia, ma le zone di produzione storiche sono l’Abruzzo (es. Cerasuolo d’Abruzzo Doc da uve Montepulciano d’Abruzzo); la Calabria (es. Cirò Rosato Doc da uve Gaglioppo); la Puglia (Salice Salentino Rosato Doc da uve negramaro e Malvasia nera, Castel del Monte Rosato Doc da uve Bombino nero); la Lombardia (Valtènsi Chiaretto Doc da uve Groppello) e il Veneto (Bardolino Chiaretto Doc da uve Corvina e Rondinella).

Come bere il vino rosato

Il vino rosato va servito fresco, solitamente a una temperatura di servizio intorno ai 10-12°C. I rosè sono ottimi vini da aperitivo, ma si sposano bene anche con il sushi, zuppe e fritture di pesce, insalate di pollo, vitello tonnato, formaggi giovani, verdure e carni bianche alla griglia e persino con le pizze bianche a base di mozzarella e bufala.