mercoledì, Luglio 24, 2024
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Vino zuccherato e altri orrori: tutto il peggio delle cantine italiane svelato dai NAS! Ecco cos’hanno scoperto

Nel mondo enogastronomico italiano, il periodo attuale è più caldo che mai, ma non stiamo parlando del clima. L’attenzione è tutta rivolta alle cantine, dove il ritmo serrato della vendemmia e della fermentazione richiede il massimo rispetto delle regole. In questo contesto, non sorprende affatto che i NAS (Nuclei Antisofisticazioni e Sanità) abbiano deciso di lanciare un’ampia operazione di controllo coinvolgendo quasi mille cantine italiane. Il nemico numero uno, come già svelato tempo fa da diverse inchieste, rimane il vino zuccherato.

Non quello di antiche ricette da consumare in inverno per riscaldarsi, quanto piuttosto quello che viene poi normalmente imbottigliato e spacciato per “puro”.

Vino zuccherato scoperto nelle cantine, tutti i dati

Cominciamo con una panoramica dei dati, che riflettono l’entità dell’operazione condotta dal Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute. Più di 300.000 litri di prodotto in fermentazione o già trasformato in vino sono stati sequestrati. Questi numeri sono il risultato di ben 960 ispezioni svolte, con il 24% di esse rivelanti situazioni di non conformità.

In altre parole, i NAS, supportati dall’Ispettorato Centrale per la Qualità e la Repressione delle Frodi (Icqrf), hanno rilevato irregolarità in circa un quarto delle cantine italiane selezionate per questa incisiva operazione. È interessante notare che queste cantine sono state scelte perché presentavano un particolare interesse operativo. Le irregolarità riscontrate sono di varia natura, spaziando dalle carenze igieniche e strutturali alle inefficienze amministrative, fino al ritrovamento di sostanze proibite negli stabilimenti enologici.

Lo zucchero, un nemico invisibile

Un punto focale di queste indagini è stato il ricorso fraudolento allo zucchero, un artificio utilizzato per aumentare la gradazione alcolica del vino. Complessivamente, i NAS hanno sequestrato circa tre tonnellate di zucchero.

Ecco alcuni numeri ulteriori: le forze dell’ordine hanno segnalato 218 operatori della filiera del vino all’autorità sanitaria e amministrativa, contestando complessivamente 344 violazioni amministrative per un valore totale di 290.000 euro. Inoltre, è emerso che diciassette cantine, individuate dai NAS, operavano in sedi produttive caratterizzate da gravi carenze igienico-strutturali e autorizzative, con conseguente sospensione delle attività. Questo scenario, certamente, ha mandato onde d’urto attraverso il mondo enogastronomico italiano.

Una questione di principio

Per quanto ci riguarda, l’onestà e l’integrità sono fondamentali. Vendere prodotti che rispecchino fedelmente quanto dichiarato in etichetta è cruciale per garantire la fiducia dei consumatori. La sofisticazione alimentare, che comprende pratiche come l’aggiunta fraudolenta di zuccheri o altre sostanze, mina la fiducia del consumatore (già pesantemente penalizzato dall’impennata dei prezzi) e compromette la qualità del prodotto.

Prodotti autentici e privi di sofisticazioni non solo tutelano la salute del consumatore ma preservano la reputazione dell’industria enogastronomica e alimentare, contribuendo a promuovere il rispetto delle tradizioni e della cultura culinaria. La trasparenza nell’etichettatura e il rispetto delle normative sono pilastri essenziali per una produzione alimentare di qualità!

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